La “tiresina” o dell’immortalità


Sono passati tanti anni, da quando mia zia, la zia per eccellenza, quella delle favole e del mondo incantato dell’infanzia, ha piantato in un secchio adattato a fare da grasta un’umile piantina, che non richiede tante cure, la tiresina, ossia la Sedum sieboldii. La zia non c’è più, insieme ai tanti “che mi corrispondevano”. La tiresina ad ogni primavera ritorna, dopo essere scomparsa durante l’inverno. E’ una gioia per me rivederla sempre, nello stesso secchio in cui l’ha piantata la zia. E’, per me, il ciclo dell’eterno ritorno, una sorta di immortalità. Mi ricongiunge, tra l’altro, al modo in cui i contadini guardavano alla natura.  Assieme ad essa scandivano il tempo (era la loro cronologia) e costruivano il senso della vita.

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