Proposta all’assessore alla cultura di Cortale


Tra i tanti eventi, sagre culinarie e non, eccezionali serate che certo ci attendono, pensi ad organizzare una settimana del libro. E’ meno invitante delle salsicce e certo è più umile rispetto ai grandi personaggi che allieteranno le piazze cortalesi questa estate. Lavori, però, per abituare i bambini e i giovanissimi alla lettura, al contatto fisico col libro, al gioco con le sillabe. Il libro è un grande amico, chi legge non è mai solo, inoltre lei sa quanto c’è bisogno di leggere a Cortale, visto il modo a dir poco surreale in cui si scrive. Organizzi dunque, magari per gli inizi di settembre dopo i furori estivi e magari collegandolo con il rilancio della biblioteca comunale e collaborando con le esangui scuole locali, una settimana del libro, con un occhio rivolto anche  alle nuove tecnologie. Grazie al cielo, tempo libero e gioia esistenziale  non significano solo estasiarsi di fronte a Corona, ma anche (o soprattutto, dipende dai gusti)  incontrare un altro attraverso il fascino della parola scritta. Chissà, se leggeremo saremo tutti uomini e donne in po’ migliori e più felici, professionisti più capaci, che ne dice? C’è addirittura  – pensi! –  chi sostiene che ci si liberi dal pensiero ‘ndranghetista principalmente per mezzo della  lettura! Ma questo è un discorso un po’ più complesso, rispetto alla modesta proposta che ho intenso farle. Stia bene e non creda, mi raccomando, che tutti abbiamo bisogno solo di fuochi d’artificio: ci veda più complicati e diversificati.

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6 pensieri su “Proposta all’assessore alla cultura di Cortale

  1. Gentile Italia Serratore, condivido il suo appello e lo sottoscrivo. Le auguro anche che questa sua richiesta abbia maggiore fortuna con l’amministrazione di tante altre di analogo tenore che ho fin qui inoltrato senza avere alcuna risposta.

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  2. Bella la tecnologia!!!!!!!!!Utile, direi indispensabile, al giorno d’oggi.
    E soprattutto necessaria a chi si vuole trincerare dietro, nascondendosi nell’anonimato.
    Ho letto la sua proposta. E’ interessante.
    Ho sempre pensato che la lettura sia importante per la crescita personale dell’individuo, ma se esiste qualche carenza in tal senso ritengo che la responsabilità maggiore sia della scuola (dove, a quanto ho capito, lei lavora) e della famiglia.
    Non voglio esimermi, per questo, dai miei impegni istituzionali e sociali.
    Ma perchè non deve essere una proposta fattami personalmente e con lo scopo, soprattutto, di dimostrarmi la volontà di collaborare con me?
    E’ facile stare lì, seduti al computer, a lanciare suggerimenti, non senza aver prima criticato le mie scelte!
    Ho sempre ammirato, e reputo che sia proprio delle persone intelligenti, il confronto diretto.
    Io mi sono messa in gioco in prima persona per cercare di fare qualcosa per i cortalesi.
    Dimostri il mio stesso coraggio e la mia stessa voglia di cambiare la situazione in cui viviamo, mettendosi in contatto con me per lavorare insieme alla sua proposta.
    Sarò lieta di collaborare con chiunque abbia delle idee valide, ma solo con chi si vuole impegnare personalmente, spendendo tempo ed energie!
    Pensi, per un attimo, se tutti stessimo dietro un PC a criticare!
    Si faccia avanti. Così anch’io avrò modo di giudicarla per quello che fa.
    Come fa lei con me, d’altronde.
    La saluto e l’aspetto.
    Simona Papaleo

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    • Gentile assessore Papaleo,
      apprezzo che abbia giudicato interessante la mia proposta, che lei ha gli strumenti e la funzione adatta per concretizzare. Quanto al coraggio, lei ha quello di svolgere il suo ruolo, io di esprimere le mie idee pubblicamente ( infatti ha potuto rispondermi ). Abbiamo però due compiti diversi: lei come amministratrice non può – se vuole mantenere il consenso e rafforzare il tessuto democratico del paese – non ascoltare i cittadini, anche quelli che scrivono sui blog e chi ha un pensiero diverso. Quella che lei poi chiama tecnologia è oggi possibilità di democrazia più avanzata e partecipata, piaccia o non piaccia. Quando lei ha di fronte i suoi concittadini – de visu o sul web – si chieda solo quali siano i loro bisogni e si confronti con le loro idee. Nient’altro. “Si faccia avanti”, lei dice invece, con aria di sfida. Crede che se di qualcosa in Calabria si debba aver paura, si debba aver paura proprio delle istituzioni? Con le istituzioni ci si confronta: il modo ognuno lo sceglie da sé. Ed io e lei stiamo dialetticamente dialogando.
      Buon lavoro.

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  3. Lei, nel suo ruolo, sia esso lavorativo o sociale, riuscirebbe a fare qualcosa senza l’appoggio o la collaborazione di qualcun altro?
    O è fra quelli che pensano di poter fare tutto da sè e di non aver mai bisogno di nessuno?
    Io avrò pure “gli strumenti e la funzione”, ma ho l’impressione che lei sa solo parlare.
    E poi dove sta il coraggio di esprimere le proprie idee senza rivelare la sua identità?
    Coraggio sarebbe se lo facesse apertamente e senza nascondersi dietro uno stupido pseudonimo.
    Scusi ma mi sa tanto di vigliaccheria!!!!!!!!!
    Io i cittadini li ascolto in ogni momento, tutti indistintamente, anche solo dialogando con loro e mi piace soprattutto confrontarmi con chi ha un pensiero diverso dal mio.
    Io sono cresciuta attraverso il confronto con gli altri, l’ho sempre ritenuto importantissimo.
    Lei è sicuro/a di confrontarsi con gli altri? Mi sa tanto di qualcuno che, dall’alto della propria torre, giudica ma non si fa giudicare. E’ questo il confronto che intende?
    Le ho già detto, poi, che sono favorevolissima alla tecnologia, ma nel suo caso non è uno strumento di democrazia quanto una maschera dietro cui nascondersi.
    Non penso, infine, che lei abbia paura delle istituzioni.
    Penso solamente che, e lo ripeto, lei abbia paura di mettersi in gioco e di esporsi (anche al giudizio degli altri).
    E’ sempre bello dialogare, ma io gradirei sapere con chi dialogo.
    Non siamo ad armi pari, altrimenti, non le pare?
    E poi, se proprio devo confrontarmi, ho sempre preferito farlo sui fatti e non sulle parole.
    Comunque, solo per farle sapere qualcosa che forse non sa: ad ottobre scorso sono stata io ad avere l’iniziativa di mandare i ragazzi delle scuole di Cortale alla fiera del libro.
    E poi la cultura non sta solo nei libri! Il bello della cultura è proprio questo: sono molteplici i mezzi per arricchire il proprio bagaglio culturale, non le pare?
    Ma forse, lei, da insegnante (penso infatti che appartenga a questa categoria o a qualcosa di affine) ha solo una concezione didattica della cultura!
    Ma non basta, no che non basta.
    La saluto

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    • Assessore,
      io ho fatto una proposta, lei la valuti e si attenga al tema. Il resto è solo atteggiamento provinciale e assenza di spessore politico, tipici di chi conosce poco la varietà della rete e di chi vuole amministrare avendo solo sostenitori. Ignora cosa significhi opposizione?
      Il suo compito, lo ricordi, è quello di occuparsi della cultura, non di fare il censore. Per quanto mi riguarda, direi di chiudere la diatriba su questo argomento. Abbiamo altro da fare, lei ed io.

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