Il mare di Squillace


Da sempre mi piace andare al mare a Squillace, perché è vicino ed io odio il nostro continuo stare in macchina per raggiungere le cose più banali e normali della quotidianità. Vado, inoltre, a Squillace perché è spiaggia più popolare, dove si consuma con più semplicità il rito collettivo a me caro. Mi piace l’idea di stare con gente come me, che si concede una pausa e un contatto con la natura dopo gli impegni invernali. Il rumore degli zoccoli, i bambini vociferanti, la signora che legge, il signore che mostra orgogliosamente la sua pancia: lo stare assieme sulla spiaggia mi piace, come l’andare al cinema. Quest’anno, volendo di proposito trascurare il generale problema della qualità delle acque del mare in Calabria, è da dire che a Squillace  per parcheggiare bisogna pagare. E solerti guardie stanno a misurare se esci fuori con la gomma di un centimetro dallo spazio assegnato! Pago sempre le tasse e accetto sempre di pagare quando mi si offre un servizio. Ecco, ritengo che chi va a Squillace non sia disposto a pagare per il parcheggio perché, contemporaneamente, sente che non gli si offrono servizi. La spiaggia, quella riservata a tutti, non è per esempio pulita e non esiste la possibilità di fare la doccia. Io, pur di tornare a casa senza il sale del mare addosso, sarei disposta invece a pagare. A me comunque pare che quest’anno le presenze siano di meno a Squillace e sulla spiaggia sento tutti parlare di questo obbligo riguardo al parcheggio e dello sforzo di arrivare in tempo per mettere in sosta la macchina nelle zone esenti da pagamento. Mi sembrano persone normali, garbate quelle che così sento esprimersi. Fossi un amministratore, rifletterei sulla misura presa.

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11 pensieri su “Il mare di Squillace

  1. Io a Squillace non ci vado mai; il posto è dozzinale, frequentato solo da paesani privi di ogni educazione. Mi creda, Caminia, Pietragrande, Calalunga, Soverato sono certamente meglio popolati. Ci arrivi, e ne ricaverà il suo spirito.

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  2. se la spiaggia libera è sporca qualcuno la sporcherà e chi se non gli utilizzatori? hai mai visto qualcuno buttare qualcosa? se si gli hai chiesto se lo fa anche a casa sua?

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  3. Gentile compaesano,
    hai ragione, siamo tutti responsabili con il nostro comportamento della salute e qualità dell’ambiente. Io mi riferivo, però, a quella particolare cura che non spetta al cittadino direttamente, ma agli organi competenti. E le spiagge libere sembrano spesso terra di nessuno. Buone vacanze.

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  4. Esistono persone che sporcano gli spazi pubblici (buttano rifiuti, ecc.)? Sì. Io rimprovero qualcuno? Non mi piace fare il Catone e non faccio la guardia municipale, ma non sono tenera con gli atteggiamenti scorretti. Spero di aver risposto. Ciao.

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  5. L’amico Nato Cicio (Cicio Nato?) è chiaramente un buontempone: credo che anche a lui abbiano insegnato, fin dalle scuole dell’infanzia, che la sua libertà finisce dove inizia quella degli altri. Negli ultimi anni, viste le direttive governative, non so però se ancora l’insegnamento lo si impartisca.

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