Sul nostro eolico selvaggio


Su MartiranoContro è scritto che il consiglio comunale di Soveria Mannelli tempo fa si è impegnato, a proposito del Reventino, a “richiedere a tutti gli organismi preposti che l’area della Comunità Montana venga risparmiata da un possibile scempio ambientale e dagli effetti devastanti sul paesaggio che si sono avuti in altri territori vicini, quali quello compreso fra i Monti di Maida e Cortale”. Cortale una volta si citava positivamente come luogo dove si era realizzato il primo parco eolico e qualcuno vantava questa primogenitura, ma man mano assieme a Maida siamo divenuti una sorta di monstrum, un esempio negativo che non bisogna seguire. Qualcosa è evidentemente successo per strada e sull’ultimo numero di Panorama a proposito di illeciti relativamente all’eolico si fanno – povera Calabria e poveri noi di sinistra in Calabria! – i nomi di Loiero e di Adamo. Tutto questo significa che l’allarme fra i cittadini dovrebbe diffondersi, come ci insegna Maida, e che le nostre istituzioni locali non dovrebbero pensare che sulla questione si stia procedendo ancora in maniera giusta o che non si possa fare più niente perché tutto sarebbe ormai scritto e deciso.  Al recente convegno di Maida, ad esempio, si è auspicato, così riporta il Quotidiano odierno, che le amministrazioni comunali revochino, ove possibile, convenzioni già firmate con ditte e che la Regione proceda a una nuova moratoria nella concessione di autorizzazioni e, contemporaneamente, riveda la propria normativa nel settore.

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