L’albero di Anna Frank


Una tempesta ha fatto rovinosamente cadere l’albero che confortava Anna Frank. Ero adolescente quando lessi il diario di questa giovanissima, che ho ammirato e sentito come un’amica e nella cui crescita ho visto la mia crescita. Mi piaceva il suo essere intelligente, viva, inquieta, innamorata della scrittura. E, ancora adesso, una delle volte in cui mi pare di avvertire di più i danni provocati dalla cosiddetta grande storia, che può travolgere destini ed esistenze con le sue atrocità, è quando vedo quel breve filmato in cui Anna, alla finestra, guarda il passaggio di due sposi. Omero nella città della pace disegnava una scena di nozze e donne che “dritte ammiravano, sulla sua porta ciascuna”. Anna non è vissuta in un periodo di pace e dalla finestra è stata violentemente portata via. Beato l’albero che ha rallegrato quella ragazzina e che dalla sua penna è stato reso eterno!

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5 pensieri su “L’albero di Anna Frank

  1. l’albero della vita

    Non ci sarà normalità per gli ebrei
    fintantoché vi sarà oppressione per gli altri;
    finché vi è oppressione per gli altri l’élite dominante cercherà dei capri
    espiatori sui quali indirizzare la rabbia del popolo,e gli ebrei continuano
    a essere un probabile bersaglio di quella rabbia,il nostro sublime capro espiatorio.
    In secondo luogo,non c’è normalità per gli ebrei perché l’essenza dell’essere ebreo è di testimoniare la possibilità di trasformare il mondo,
    da un mondo di oppressione in uno di libertà.
    E di testimoniare l’esistenza di Dio,che rende possibile
    questa trasformazione.

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  2. Ritengo che la tragedia che ha interessato gli ebrei rimanga un unicum, per dimensioni, violenza, cause, luoghi in cui essa si è verificata, per i colpevoli silenzi che l’hanno accompagnata. Sono cresciuta, inoltre, avendo tra le discriminanti e le idee-guida, con cui valutare quanto accade nella storia, appunto ciò che ha patito il popolo ebraico. Una delle giornate che hanno segnato la mia vita è stata certamente quella in cui ho letto che le ceneri degli ebrei venivano utilizzate come concime dai nazisti. E proprio perché ho detto no a quanto loro successo, dico no alle ingiustizie che si abbattono sulle altre genti. Anche sul popolo palestinese. Bisogna certo saper guardare al passato e stare attenti a che esso non si riproponga nella sua terribilità, ma non si può essere ciechi di fronte al presente.

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