Fatti dare tartiegnu


Negli anni ‘5o e ’60 del Novecento le donne cortalesi crescevano i figli assieme ai vicini, ai parenti, alla strada. Quando il daffare era tanto, gli adulti ti mandavano da qualcuno, familiare o amico, perché ti “in-trattenesse” :  “Fatti dare nu pocu de tartiegnu“, dicevano. Io partivo impettita e contenta, come la Bettina manzoniana: le zie ( spesso mi si diceva di andare da loro ) qualche delizia mi regalavano sempre, unita magari al racconto di una meravigliosa favola. E mia madre, intanto, si dedicava più tranquillamente alle sue innumerevoli incombenze ( lavorare, lavare, cucinare, rammendare ) e si liberava per un po’ di me.
Adesso le donne sono sole con la loro maternità, con il loro essere mogli, con il loro lavoro, con il loro dover far funzionare tutto, con il loro obbligo di  essere perfette qualunque ruolo svolgano. E sono smarrite, a volte incattivite. C’è da augurarsi che si costruiscano sempre più strutture pubbliche e che si punti alla creazione di rapporti sociali solidali, in cui sia possibile regalare ancora oggi un po’ di tartiegnu agli altri, un po’ di tregua rispetto alla corsa in cui si è immersi. Potremmo chiamare il tutto spirito civico, oppure, semplicemente, paese.

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