Girifalco, sequestrato il parco eolico


Secondo la Repubblica, il parco eolico di Girifalco è stato sequestrato. Quei pochi che in questa cittadina lamentavano illegalità non erano dunque dei folli. Vorrei ricordare che una manciata di chilometri, non un continente, separa Cortale da queste malefatte.

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5 pensieri su “Girifalco, sequestrato il parco eolico

  1. Un’altra intervista esclusiva del Professor Salvatore Tolone Azzariti rilasciata al Democratico.com. Il quarantenne professore di Diritto Civile presso la Federico II di Napoli, già minacciato dalla ‘Ndrangheta, parla e svela (quasi) tutti i segreti sullo sfruttamento dell’eolico in Calabria. Cominciamo a partire dal punto a cui sono giunte le indagini oggi. Data l’ampiezza delle dichiarazioni del Professor Tolone l’intervista sarà pubblicata in quattro puntate.

    Procura di Catanzaro: c’è stata una svolta nelle indagini? E’ cambiato qualcosa?

    Devo cominciare già chiedendole scusa per le tante cose che non potrò riferirle e per le volte in cui dovrò glissare, ancor più che nel nostro primo incontro.

    Cambiamenti nella Procura di Catanzaro: niente di sorprendente. E se c’è qualche novità non è senza una qualche, pur rispettosa, perplessità.

    Però la svolta, qualora anche fosse in incubazione o imminente, non può provenire certo dalla Procura di Catanzaro ma da altre Procure competenti.

    Quali?

    Secondo normale competenza la Procura di Salerno. Ovviamente la natura del sodalizio criminale in discussione evoca la competenza della Direzione Nazionale Antimafia.

    Perché questi due organismi?

    Ancor più dopo recenti acquisizioni informative, l’attività di cui è stata protagonista la Procura della Repubblica di Catanzaro non può che essere letta in relazione al più ampio sodalizio che è stato ed è all’opera sul Parco Eolico di Girifalco. E non solo sul Parco Eolico di Girifalco.

    Solo così possono evidenziarsi quelle che appaiono essere le coerenze strutturali fra i soggetti interni alla Procura di Catanzaro lungo tutta la vicenda e le coordinazioni funzionali fra le loro attività e quelle del sodalizio criminale.

    Ma è noto che ci siano novità dalla Procura di Catanzaro per quanto riguarda il Parco Eolico.

    Ai fatti le notizie note relative all’attività della Procura vanno in due direzioni.

    Una è l’istanza di sequestro dell’intero Parco, depositata ed in attesa di decisione presso il GIP.

    Un’altra emerge da uno “scoop“ (qualora non involontario ballon d’essai, per quanto studiato e nel caso non troppo raffinato) del Quotidiano della Calabria, e la assumo dunque con tutte le dovute, normalmente rispettose, riserve del caso: un collaboratore di giustizia avrebbe rivelato che lo sviluppatore del Parco Eolico di Girifalco, l’ill.mo sig. Montorsi, sarebbe stato vittima di tentata estorsione, aggravata dal metodo mafioso, da parte di Giovanni Bruno, reputato il capo della ‘ndrina di Vallefiorita fino alla sua uccisione occorsa a metà maggio di quest’anno.

    L’episodio criminoso risalirebbe invece al maggio 2009, avviene grazie ad un incontro nelle campagne fra Girifalco e Vallefiorita, 2.000 euro sarebbe la somma richiesta a titolo d’estorsione, davvero non esorbitante…

    Evidente che lei nutre delle riserve. Di che genere e perché?

    Non posso avere “riserve” su carte sconosciute. Sinceramente, sono solo in attesa.

    Della richiesta di sequestro del Parco Eolico avanzata dalla Procura sarà certo importante, poi e solo poi, conoscere la connessione qualitativa rispetto alla perizia di consulenza prodotta da un ingegnere di Catanzaro, per conto della Procura stessa, a seguito di un precedente sequestro di una torre del Parco, nell’autunno/inverno 2009.

    C’è un dovuto riserbo verso le competenze che ho menzionato sopra, non le posso dire di più.

    Lo stesso quanto all’ipotesi del Montorsi vittima di tentata estorsione, pur con tutte le cautele concernenti la genuinità della notizia di stampa e la sua conformità all’ipotesi che sta valutando la Procura di Catanzaro.

    Diciamo che c’è molta, davvero molta materia d’analisi, di cui parte è sicuramente già accessibile alla Procura stessa.

    Per dare un’idea, in base alle notizie di stampa e solo in base ad esse, qualche curiosità: un’estorsione avvenuta presso il domicilio dell’estorsore, più o meno? Per appuntamento o si sono trovati lì per puro caso, magari praticando bird-listening? Si conoscevano già i protagonisti ed a che titolo, ed allora il rendez vous campestre ha avuto natura e ordine del giorno più ampi? Si sta procedendo contro il defunto Giovanni Bruno o contro l’autista che parrebbe averlo solamente accompagnato, ignaro delle finalità, sul luogo dell’incontro? Come si è pervenuti alla fonte informativa di questa notizia?

    Spesso la stampa scrive cose che poi i fatti smentiscono. In generale o nei dettagli.

    Questo rimanendo all’ipotesi riportata dalla stampa.

    Non ho altre informazioni sull’ipotesi investigativa.

    E cosa dice del fatto in sé?

    Ovviamente solo i protagonisti dell’incontro possono riferirne i contenuti, magari a memoria, se non ne sono traditi. Salvo che non abbiano preso appunti una volta allontanatisi dal luogo. E fatte salve ovviamente quelle curiose pratiche naturalistiche cui accennavo sopra, per puro caso impiegate in un colloquio inatteso. Si immagini: un uomo abituato a girare per palazzi, ad incontrare persone avendo colloqui interessanti, come il Montorsi, con l’abitudine di crearsi videoteche e fonoteche su di essi, non di tipo naturalistico. Immagini che fonoteca interessante!

    Abbottonato. Cosa intende?

    Facciamo operare la Procura di Catanzaro prima, pur con tutte le riserve sulla effettiva competenza di questo Ufficio. Si sta procedendo per tentata estorsione aggravata dal metodo mafioso. Mi scusi, sul punto può bastare.

    Ma cosa ci sarebbe sotto? Perché le riserve?

    Ripeto, la “riserva” preventiva alla conoscenza sarebbe sciocca. E poi guardi che il punto di osservazione dell’attività della Procura di Catanzaro non è tanto, detto in estrema sintesi, un parco eolico che è in se stesso un trattato di criminologia e che si voleva far realizzare impunemente con danni gravissimi per la salute dei cittadini.

    Ah no? E qual è il punto d’osservazione?

    Non sto escludendo, ma ampliando il campo problematico. È evidente che quello che l’informazione ha riportato (fino ad ora) riguarda i crimini commessi da questo sodalizio politico-amministrativo–ndranghetistico nel campo strutturale della vicenda criminosa del parco: le mappe false, le bombe e gli incendi a mezzo ‘ndrine per intimidirmi, le invasioni ed i danneggiamenti sistematici dei miei terreni con analoga finalità, gli atti amministrativi farlocchi, la Procura di Catanzaro… cose gravissime, ma di connotazione strutturale per la realizzazione dell’operazione parco eolico.

    E non basta?

    Non lo stabiliamo noi. Ogni sodalizio è quello che fa, ha fatto ed ha intenzione di fare, senza limiti; non è come la vogliamo disegnare, direbbe Jessica Rabbit, dal di fuori.

    Il parco eolico a sua volta potrebbe avere un ruolo si terminale ma anche funzionale.

    E l’ipotesi funzionale convive con le gravità già oramai rilevabili, e peraltro evidenziati solo in parte, sul piano strutturale.

    Ed il “punto di osservazione” dell’attività della Procura di Catanzaro?

    La prego di non rimanere legato alla formula, volevo solo dire che l’attività di questo Ufficio non è da scrutinarsi solo – ripeto, solo ed esclusivamente – in funzione, in sé e per sé, di quanto l’informazione ha riportato fino ad ora circa il Parco eolico di Girifalco ed i crimini, appunto, “strutturali”.

    C’è sotto di più?

    Moltissimo. Ha tempo?

    Sono qui per questo…

    Amplio il campo dei dati, spero lei riesca a seguirmi, l’excursus è necessario oltre che per la collocazione dei dati delittuosi anche per comprenderne lo scenario – per così dire – criminologico.

    Pur collocando a maggio 2009 questo country meeting di cui allo “scoop”, siamo a poco tempo dopo l’ennesimo avvertimento mafioso ai miei danni (un incendio di un trattore sotto casa mia), occorso a fine marzo 2009.

    Con la perizia sulle mappe (che loro dicono essere false per un errore di digitalizzazione, insomma tutta colpa della falangetta dell’ingegnere che digitando scala 1:2000, al posto del primo 0 va a collocarsi, giusto giusto sul 5, quindi 1:2500, richiesto dalla legge per le distanze dalle case…) che io avevo poco tempo prima (dicembre/gennaio) depositato al TAR si era rivelata nella sua ampiezza e profondità l’attività scientifica operata dall’ingegnere Siniscalco sulle mappe del piano d’esproprio, e quindi l’ennesimo elemento di nullità dell’intero procedimento autorizzatorio.

    Non solo la questione della scala falsa sulle mappe, ma anche gli immobili scomparsi per un numero di circa 90 e l’invasione del territorio di Comuni limitrofi.

    Questi Comuni non avevano preso parte alla Conferenza dei Servizi prodromica all’Autorizzazione Unica che battezza, l’8 agosto 2007, la nascita del parco, che quindi è atto nullo e con essa anche l’intero procedimento e la stessa Autorizzazione Unica.

    Per le bande del vento è un terremoto. Due mesi dopo subirò l’avvertimento mafioso di cui le ho detto.

    Più in generale siamo in una fase di avvenuto “cambio della guardia” nell’Amministrazione di Girifalco, ed è in via di espletamento anche il “cambio della guardia” delle truppe di ‘ndrine con “competenza territoriale” su Girifalco.

    Nell’Amministrazione, la decennale ditta reggente, la ditta “mappe false”, non era riuscita a perpetuarsi. Nei piani il candidato a sindaco (aprile 2008) Siniscalco Maurizio, fratello maggiore dell’autore delle mappe, per ordine del loro capo della Provincia di Catanzaro (sempre la Provincia!) doveva succedere a Deonofrio Mario, che compiva il suo secondo mandato.

    Era il sindaco uscente che a marzo 2008, un mese prima delle elezioni simultanee per la Provincia ed il Comune, era sgattaiolato a fronte delle Osservazioni sulla falsità delle mappe, al momento dell’approvazione della Variante sul Parco Eolico.

    Dunque defilandosi rimanda ai posteri l’arduo provvedimento (approvare la Variante e rispondere alle Osservazioni) e si candida con esito favorevole alla Provincia di Catanzaro (sempre la Provincia!), unendosi alla neo-eletta presidentessa che riferisce al suo stesso capo, sebbene apparendo egli formalmente all’opposizione (sempre la Provincia!): è a tutt’oggi titolare di qualcosa che ha a che fare con la Legalità.

    E non rida, non è ironia.

    Il designato dalla ditta, Siniscalco Maurizio, intraprende il percorso inverso: assessore provinciale uscente alla Pubblica Istruzione (sempre la Provincia!), si candida per succedere a Sindaco ma è trombato sonoramente alle elezioni di aprile 2008, con lui in lista la prestigiosa ed acuminata ex assessora al bilancio di Deonofrio, Signorelli.

    L’ex assessore comunale Eugenio Tedesco, trombato anch’egli alle elezioni per la Provincia (sempre la Provincia!), stava per dedicarsi alla terza età (degli altri) a tempo pieno e, in verità, molto rapido: il repentino completamento del suo immobile destinato ad ospizio.

    Quindi si insedia la nuova ditta, denominazione “scala falsa ma distanze rispettate”, partendo da un punto di forza: ha in suo potere l’approvazione della Variante.

    Ed è questo raggio di influenze che, precipuamente, pare degno di attenzione in controluce all’attività investigativa concernente il brunch Montorsi/Bruno.

    Sempre qualora la competenza fosse della Procura di Catanzaro.

    La nuova ditta e la maggioranza al Consiglio Comunale (con essa storici difensori locali dei poveri e degli oppressi, strenui difensori della legalità) rispondono ad altra direttrice gerarchica della – chiamiamola così – “catena alimentare” calabrese: il dominus è un vassallo dalle note connessioni e direttamente rispondente, a quel tempo, ad un politico apicale della Calabria, per altri versi coinvolto pesantemente di suo in indagini per tangenti sull’eolico.

    Questa ditta aveva come sindaco il ragioniere Rocco Signorello (il protagonista della performance televisiva “maliziosa” ad Ambiente Italia) che, fra i primi atti, proroga come capo ufficio tecnico un personaggio dalla nota disinvoltura nell’esercizio dei poteri che gli competono: suo cognato, geometra Signorelli Rocco (la fantasia si limita alla vocale finale), dando al Montorsi il primo supporto, più etereo che eolico.

    L’approvazione della Variante non fu immediata, c’erano voluti tempo e argomenti sicuramente convincenti, da aprile ad ottobre 2008: discutendo di cosa? La svolta del “convincimento” arriva comunque a fine luglio. Ma dovendo approvare la Variante disertata dal fuggitivo Deonofrio Mario la nuova ditta aveva dato luogo ad un altro, ennesimo show circense con la risposta alle Osservazioni alla Variante: sulla base di una perizia del geom. Signorelli si afferma “Vero che la scala delle mappe è falsa, ma la distanza dalle case stabilmente abitate è comunque rispettata. Quindi approviamo la Variante, ma tanto per darci un tono facciamo il beau geste e trasmettiamo gli atti alla Procura della Repubblica”.

    Comincia a comprendere? Ottobre 2008, di nuovo la Procura della Repubblica di Catanzaro (minimo per la terza volta) viene investita formalmente della questione delle mappe false, con aggiunta un ennesimo documento la cui connotazione ideologica è facilmente smentibile.

    Aggiungendosi alla falsificazione della scala.

    Il contenuto ideologico della perizia risulterà infatti mendace in re ipsa, la distanza anche da case di residenza – prime case – non è rispettata; peraltro il geometra-cognato Signorelli non rilevava la desertificazione degli immobili prodotta sulle mappe dai Siniscalco, non una parola sul tema: la falangetta della “digitalizzazione” era finita negli occhi del tecnico comunale.

    La perizia che deposito due mesi dopo, quando il caravanserraglio al completo – Comune, Provincia sempre la Provincia!, Regione e toghe al guinzaglio– progettava come elaborare el tacon per il buso (absit iniuria verbis) del solo ed esclusivo elemento che io avevo rilevato pubblicamente, la scala falsa delle mappe di Siniscalco, evidenzia lo stato di fatto sul piano tecnico, per lineamenti e contenuti macroscopici, formalizzando quel che del resto sul terreno si vedeva ad occhio nudo: case scomparse e distanze violate dalle case abitate, ma con ciò chiamando pienamente e radicalmente in causa anche la nuova ditta “scala falsa ma distanze rispettate” insediatasi al Comune.

    Dunque le “riserve” hanno molte subordinate ipotetiche; alcune delle quali, molto attuali, non vorrei mai – veramente – si rivelassero fondate. Le mantengo latenti ed attendo.

    Ripeto, rimaniamo per ora al “tentativo di estorsione aggravata dal metodo mafioso”, alla vittima Montorsi ed alla mancanza di supporti audio.video che abbiano potuto riprendere quei momenti. Comprenda che questo è quel poco che posso dirle, peraltro è noto a tutti. Aspettiamo.

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  2. EPPURE IL VENTO SOFFIA ANCORA…..

    Atto Camera

    Interrogazione a risposta scritta 4-10657
    presentata da
    ELISABETTA ZAMPARUTTI
    lunedì 31 gennaio 2011, seduta n.426

    ZAMPARUTTI, BELTRANDI, BERNARDINI, FARINA COSCIONI, MECACCI e MAURIZIO TURCO. –
    Al Ministro della giustizia, al Ministro dell’interno.
    – Per sapere – premesso che:

    sul sito http://www.viadalvento.it si può leggere una segnalazione del professor Tolone Azzariti, a proposito dell’inchiesta sull’eolico a Girifalco, al centro anche di un servizio di Report ed oggetto dell’interrogazione 4-07243, secondo il quale:

    «il consulente della Procura di Catanzaro, ingegner Biamonti, non ha allegato le mappe catastali false dell’ingegner Siniscalco alle carte del sequestro, non le ha proprio ritirate dall’ufficio tecnico al momento in cui il sequestro avveniva, non le ha quindi fatte confluire nel fascicolo! Tutto il parco sequestrato ma “solo” per le violazioni riscontrate nei fatti, sul territorio, le mappe alterate redatte dal Siniscalco, che ne sono una delle cause, non sono nel fascicolo…»;

    le mappe false presso il piano d’esproprio (scala di rappresentazione alterata in 1:2500 anziché nei termini reali 1:2000, per ricavare per tabulas la distanza di 500 metri prescritta dalla legge della regione Calabria sulle distanze fra case e torri; soppressione di una novantina di immobili dalle mappe et alia); potrebbe implicare un reato di falso ideologico e materiale in capo al suo autore ed a chi deputato al controllo di regolarità e possono comportare la nullità dell’atto e la nullità dell’intero procedimento, con la conseguente nullità dell’Autorizzazione Unica che ne scaturisce;

    occorre rilevare il mancato invito alla conferenza dei servizi, che prelude all’Autorizzazione Unica del parco eolico, del comune di Cortale che pure è parte essenziale in quanto titolare del territorio dove si svolge l’attività del parco eolico e che, ad avviso degli interroganti, determina la nullità degli atti della medesima;

    tenuto conto che nel decreto n. 313 del 25 gennaio 2007 (consultabile in supplemento straordinario n. 4 al Bollettino Ufficiale della regione Calabria – parti I e II – n. 17 del 17 settembre 2007) che è allegato al decreto successivo che contiene l’autorizzazione unica dell’8 agosto 2007, a pagina 25558, colonna destra, si può leggere: «nel restituire gli atti progettuali trasmessi, si evidenzia infine che il presente parere non sostituisce in alcun caso i nulla osta e/o autorizzazioni e concessioni previste dalle leggi urbanistiche e dalla legge regionale n. 3/95 che, comunque, dovranno essere acquisiti prima del rilascio della Concessione Edilizia»;

    non risultano acquisiti tali atti preliminari (nulla osta ed autorizzazioni) ma ancor di meno risulta che il comune di Girifalco abbia mai rilasciato alcuna concessione edilizia per alcuna torre e più volte interrogati formalmente a mezzo missiva regolarmente protocollata, gli organi del comune non hanno mai risposto sul merito della questione; ancora nel 15 settembre 2008, a fronte di sollecitazione a comunicare gli estremi delle concessioni (ove esistenti) ed a rilasciarne le relative copie conformi, il comune, con numero di protocollo 8769 rispondeva: «si comunica che le copie richieste non possono essere rilasciate in quanto i provvedimenti di che trattasi, a tutt’oggi, non esistono agli atti di questo comune», a parco eolico quasi completato;

    il 17 ottobre del 2008 il comune di Girifalco aveva comunque rilevato che la scala delle mappe era stata falsificata ed aveva trasmesso, le carte alla procura;

    per quanto risulta agli interroganti, il procuratore aggiunto Murone, recentemente trasferito da Catanzaro dal consiglio superiore della magistratura per incompatibilità ambientale, era nel pieno dei suoi poteri quando Biamonti ricevette il mandato di consulenza nell’autunno 2009 e nel luglio 2007, quando Salvatore Tolone Azzariti avanzò il suo esposto alla procura allegando le mappe false, la procura aveva proceduto come segue:

    a) aveva immediatamente avocato l’esposto, così sottraendolo all’assegnazione naturale ad altro pubblico ministero;

    b) lo aveva «caricato» a modello 45 (procedimento 2252/2007, mod. 45), atti non costituenti notizia di reato incardinando così un procedimento che consente al pubblico ministero di porre nel nulla un atto o una notizia senza passare al vaglio del giudice per le indagini preliminari;

    c) quindi lo aveva archiviato il successivo 3 ottobre del 2007 e la notizia verrà data a voce al diretto interessato su sua richiesta il 24 aprile del 2008 dall’archivio della stessa procura;

    la International Power (cessionaria dall’agosto 2008 della Società Parco eolico Girifalco s.r.l.) risulta difesa presso il tribunale del riesame da avvocati che sono stati coimputati con gli allora capo e aggiunto nella procura di Catanzaro (Lombardi e Murone) nel procedimento presso il GUP di Salerno, conclusosi con il rinvio a giudizio di otto persone -:

    se quanto riferito in premessa corrisponda al vero e quali iniziative si intendano adottare in merito a quanto riferito in premessa. (4-10657)

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