Andrea Cefaly


Ventuno opere di Cefaly junior donate al Comune di Catanzaro, ho letto in rete. Sono rimasta delusa: pensavo si trattasse di una donazione al comune di Cortale, per ripagarlo in qualche modo della sua devozione all’antica famiglia.

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15 pensieri su “Andrea Cefaly

  1. Sarebbe interessante sapere se gli eredi dell’artista, solitamente divisi su tutto quanto riguarda il patrimonio degli avi, sono stati messi al corrente e abbiano condiviso la decisione dei coniugi Lanza, ammesso che avessero una qualche voce in capitolo nella vicenda. Questo fatto dovrebbe indurre però a riconsiderare il previsto esborso di danaro pubblico per il restauro del vecchio palazzo. Dovrebbe provvedere il comune di Catanzaro.

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  2. Chissà, forse, anzi sicuramente, le opere donate al comune di Catanzaro non appartenevano agli eredi di Cortale. In questo caso però sarebbe bello se costoro, mossi da un sano spirito di emulazione verso la coppia di filantropi catanzaresi e da un sussulto di orgoglio cortalese, provvedessero ad emulare il bel gesto donando al comune di Cortale il lascito avito di loro spettanza. Entrerebbero davvero nella leggenda. Il compianto Massimiliano sarebbe stato capace di farlo.

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  3. I CONIUGI LANZA, MICA I DISCENDENTI -VERI ANIMALI ‘E PANZA-, HANNO DONATO LE TELE DI CEFALY AL COMUNE DI CATANZARO.
    Ventuno opere del maestro Andrea Cefaly junior, ”il più grande pittore calabrese dopo Mattia Preti’, sono state acquisite al patrimonio comunale in seguito alla donazione effettuata dal noto chirurgo Pietro Lanza e dalla consorte Giovannella. Lo ha deliberato la giunta comunale, presieduta dal sindaco Rosario Olivo, su proposta del vicesindaco e assessore alla cultura Antonio Argirò. Il valore economico delle opere, in base alla perizia estimativa del prof. Alessandro Russo, docente dell’Accademia di Belle Arti, ammonta a circa 160mila euro.
    L’elenco comprende opere di varie dimensioni eseguite dal maestro dal 1970 al 1978: ”La scienza e la magia’ (olio su cartone), ”Bacco ispiratore’ (olio su cartone), ”Il chirurgo Pietro Lanza’ (olio su cartone), ”Brindisi’ (olio su cartone), ”Carnevale in casa Cefaly’ (olio su tela), ”Composizione con figure’ (olio su cartone), ” Incomunicabilità’ (olio su cartone), ”Insieme dal maestro’ (olio su cartone), ”Autoritratto con fiori’ (olio su cartone), ”Conversazione a quattro’ (olio su cartone), ”Ritratto prof. Lanza con occhiali’ (olio su cartone), ”La maga tra i medici’ (olio su cartone), ”Siesta in balcone’ (olio su cartone), ”Il prof. Lanza con Caterina’ (olio su cartone), ”Caterina chirurgo’ (olio su cartone), ”Autoritratto'(olio su cartone), ”Uomo con cappello’ (olio su tela), ”U Briacu’ (olio su cartone), ”Uomo col berretto’ (olio su cartone), ”Uomo con berretto’ (olio su tela), ”Gruppo di amici’ (olio su cartone).
    Il sindaco Olivo e l’intera giunta hanno espresso ”profonda gratitudine’ ai coniugi Lanza per un ”gesto nobile che denota un grande amore per la città. Si tratta ora di individuare una soluzione che consenta di conservare e rendere fruibili queste importanti opere, mettendo in piedi una pinacoteca dedicata al grande artista di Cortale. I coniugi Lanza, in una toccante lettera inviata al sindaco Olivo, hanno indicato l’ex orfanotrofio ”Rossi’, attuale sede del Conservatorio musicale, come possibile location della pinacoteca ”Andrea Cefaly junior’.
    Andrea Cefaly junior (1901-1986), nipote dell’omonimo pittore garibaldino, fu insignito da Papa Giovanni Paolo II dell’onorificenza di Cavaliere Commendatore dell’Ordine di San Silvestro.
    Dalla ricerca degli studiosi è emersa oggi una notevole quantità di pregevoli lavori, che si credevano perduti e tuttora inediti, che forniscono il senso compiuto della grandezza di Cefaly junior, autore appartato nella sua Cortale e schivo, definito da Raffaele de Grada, già direttore dell’Accademia di Brera di Milano, il ”pittore dell’anticelebrazione’.

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  4. Come si dice “la classe non è acqua” e la maleducazione e la cafonaggine regna sovrana nelle parole piene di odio che definiscono gli eredi “veri animali e panza”, prima di parlare bisognerebbe documentarsi innanzitutto ognuno ha la possibilità di donare a chi vuole e secondo punto ognuno con la propria eredità fa ciò che vuole poichè appunto è “propria” e infine il palazzo Cefaly a Cortale è un bene culturale posto sotto vincolo e ha il diritto di godere dei finaziamenti statali. Con questo è tutto. Quando la volpe non arriva all’uva dice che è acerba.

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  5. Caro anonimo,
    non si dice “aggiustare” un palazzo, le biciclette si aggiustano al più.
    I primi si restaurano invece, come il nostro: verrà ripristinata ed adibita a museo con soldi della regione l’ala che dà sulla piazza, ma non tutta. Il quartino, quello ristrutturato e rovinato da un coerede della famosa famiglia, quello no. La parte restante, di proprietà dei Cefaly di Girifalco, non interessa a nessuno e dunque continuerà nel suo stato d’abbandono. Tanti bei soldini, pertanto, finiranno nelle tasche di questi signori, mentre la collettività non ne ricaverà alcunché: ché i quadri del vecchio Andrea furono venduti a rate alla Provovincia di Catanzaro per un pugno di lire negli anni Cinquanta, mentre per quelli del giovane Andrea manco a parlarne. Non si capisce allora l’utilità di questo museo. Meglio, credo che tu abbia già capito tutto, ossia che siamo di fronte al solito sciupio di soldi pubblici, peraltro con il complice avallo dell’attuale amministrazione.
    Tante cose

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  6. Però che “speculativu” l’avvocato d’ufficio dei Cefaly!
    Quando parla d’eredità teorizza che ognuno è libero di (s)vendere a chicchessia il patrimonio pittorico, mentre quando si tratta di restaurare il palazzo Cefaly è “Patrimonio dell’umanità” e paga Pantalone…..
    Comodo, troppo comodo!
    Cu vole mu si mange ‘a carne, li tocca pure l’uossu…..

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  7. Noi tamarri non siamo iscritti all’accademia della crusca e quando usiamo il vero “conzare” ci riferiamo indifferentemente alla casa, al vestito o alla bicicletta. Mi sono solo sforzato di tradurre il verbo nella lingua nazionale. In questo caso, anche gli eredi si sono acconciati, aggiustati o “conzati” proprio bene, che dir si voglia. A spese nostre.

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  8. a parlare siamo tutti capaci impariamo a fare i CURTALISI ,impariamo a riscoprire,conoscere,amare, il nostro passato per realizzare,costruire, vivere un minimo di futuro di questo nostro paese invaso dagli ARTISTI del VENTO, meglio conosciuti come imprenditori delle pale eoliche……dove eravate amanti della storia di questo paese………….dove eravate quando deturpavano la magica visuale di spilu………dove eravate imprenditori della cultura critica …..restate a scarfarvi e scorciulati posa, ora avete la certificazione piditigna,se volete sapere qualcosa sulla storia di Cortale, ancora in giro esiste una strana edizione di un libro scritto agli inizi degli anni 1873 dal Dott.Bonelli, un piccolo aggiornamento culturale lo trovate nelle edizioni degli ultimi anni degli autori :Prof. Barila Raffaele, Dott. Marcello Domenico, un piccolo lavoro realizzato dal Dott. Agosteo Piero

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  9. Caro Batti,
    conosco gli ultimi tre lavori sulla storia del paese che menzioni nel tuo commento, sono invece del tutto allo scuro di quello del Bonelli. Puoi aggiungere qualche altro particolare sul testo e dove sia possibile reperirlo?
    Un tuo fan

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  10. Caro fanatico,
    questo Batti, se è quello che penso, ama spararle grosse. Credo che il testo che cita sia in verità “Memorie di un borbonico”, scritto sempre da un Bonelli ma molti decenni prima e pubblicato negli anni ’80 del Novecento da una tale Bruni. Nulla di più.
    L’anti

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