Festeggiamenti imminenti


Visto che domani si stapperà lo champagne per inaugurare un tratto stradale lungo la Girifalco-Maida, senza disturbare il clima festaiolo vorrei ricordare che, perché gli utenti godano di tanta beltade, bisogna per ben due volte riuscire a superare le colonne d’Ercole: presso il ponte sul Pesipe e – soprattutto –  in zona Vasia, due punti in continuo rifacimento. Nella Vasia, ancora martedì otto febbraio 2011, è stata fatta sulle ennesime crepe quella che i vecchi mi pare chiamino licchettijata, quando vogliono indicare una spolverata di cemento o bitume destinata spesso a coprire difetti e magagne strutturali. Se questa è la realtà, la festa annunciata è inevitabile che sembri una scena del teatro dell’assurdo, anzi una più scadente pantomima, per cui si potrebbero invitare le autorità provinciali e comunali, proprio per stemperare l’atmosfera surreale e fare un bagno in ciò che effettivamente esiste, a indossare scarpe da tennis e ad andare a guardare i due punti dolenti, dal momento che festeggeranno l’inaugurazione nei pressi. Se lo facessero, in uno, la Vasia, noterebbero un terreno così argilloso che si chiederebbero pure loro come mai da anni ci si ostini a impiantare una strada in una superficie dove avviene, sistematicamente, il rigetto. A Cortale non c’è persona che non abbia una teoria riguardo a quello che, al posto dello scempio voluto e attuato, si sarebbe potuto fare. Chiedete un po’ in giro e vedrete che, senza essere ingegneri, parecchi mostrano idee più sensate della soluzione adottata e che diffusa è la consapevolezza della precarietà dell’opera, che domani sarà invece osannata da chi amministra i soldi pubblici. Se noi in paese fossimo un po’ di più e non fossimo ridotti ad un piccolo villaggio, dalla voce flebile e inascoltata anche politicamente ( siamo così poco numerosi che a livello provinciale e regionale quasi non contiamo! ), se fossimo una comunità più articolata e dalle opinioni diversificate, se fossimo cioè più forti, domani al nostro interno ci sarebbero le energie per andare sui luoghi dei festeggiamenti almeno con qualche cartello di protesta: se non altro per disturbare la festa, eterno destino delle minoranze. A Cortale gli abitanti siamo invece pochi e siamo in grado soltanto di trovare il vigore per riuscire a vivere nei nostri posti ( ne serve tanto! ), e quando abbiamo opinioni diverse ciò non si traduce in ricchezza di analisi, ma ci porta a beccarci e abbaiare l’uno contro l’altro. Quanto alla strada in questione, di cui sappiamo l’importanza perché ci toglie dall’isolamento e che da anni perciò  utilizziamo pur nella sua pericolosità, c’è da sperare che a far riflettere chi ci governa non debba essere qualche grave incidente. E per tale augurio, brindiamo pure tutti. Champagne!

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