Il principato adottivo, ovvero la scelta del migliore


Grazie al cielo il nostro impero non è a tendenza dinastica, perché il vecchio imperatore in carica ricorre all’adozione per garantire che a governare dopo di lui sia il migliore e quindi designa l’uomo che ha acquistato più meriti. La felicitas temporum viene in tal modo assicurata in questi giorni anche a noi, come alla Roma del II secolo d.C., e dobbiamo in fondo ritenerci fortunati. Poteva infatti andarci peggio e Sua Maestà Silvio avrebbe potuto sancire il principio ereditario e indicare come naturale suo successore, invece che Tremonti, la figlia, la maggiore, in quanto prima principessa in ordine dinastico.
Queste ciance sono dette amaramente, tentando di sorridere un po’, in questo cupo inverno del nostro paese. Se però penso che altrove in Europa basta aver copiato la tesi di dottorato per sentire la necessità di dimettersi dalle cariche pubbliche, mentre da noi chi governa non solo è inamovibile , ma ci disegna anche il futuro, “un affetto mi preme acerbo e sconsolato”. Che cosa è successo all’Italia?

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