Delitto a Lamezia Terme


Ennesimo omicidio a Lamezia Terme, una città a cui i cortalesi siamo legati perché in essa abbiamo studiato o abbiamo parenti o lavoriamo o andiamo a fare acquisti o perché lì sono molte delle strutture sanitarie di cui usufruiamo. Dista da noi una ventina di chilometri e vicino troviamo pure Filadelfia, mentre Vallefiorita non è dall’altra parte del mondo, ecc.: centri questi dai nomi nobili e leggiadri ma dalla realtà difficile e amara ed è perciò matematicamente impossibile che Cortale sia un’isola felice, immune dalla violenza territoriale. A Lamezia  io sono affezionata e qui già mio padre si recava spesso e aveva amici. A casa mia il fiume Amato era familiare e quando passo sul ponte che l’attraversa so che l’acqua mi appartiene, perché vi sono per sempre i passi veloci di mio padre che a piedi, specialmente durante la seconda guerra mondiale, andava come tanti in tale città per trovare viveri altrimenti irreperibili. Questa è la geografia del mio cuore e della mia memoria, ma non, purtroppo, della mia intelligenza e della mia coscienza democratica: ecco  la dolorosa scissione che attraversa tanti calabresi. Non ignoro certo che Lamezia ha un tessuto democratico che resiste e che le permette di andare avanti, ampi strati sociali che della legalità fanno una guida. Il grave problema della mancanza di controllo legale su una parte del  territorio però c’è, come tragicamente i delitti dimostrano. Stento sempre a credere che tutto ciò avvenga davvero, che sia reale  il fatto che i conflitti si risolvano arcaicamente con la violenza, ma, quando a volte cammino per le strade lametine ed osservo comportamenti e persino espressioni del viso o quando ne frequento le strutture pubbliche ( ospedali, uffici, ecc. ), so e sento durante attimi di tragica consapevolezza che in quell’humus sono possibili illegalità gravi e diffuse.
E anche il sapore nuovo di Cortale, quello per il quale parecchi ci lamentiamo o sotto il quale i nostri giovani faticosamente si rivoltano e cercano di dare con iniziative varie un senso al loro vivere in questi posti, sebbene a volte sbagliando e/o peccando di ingenuità, pure questo acre sapore strano, di cui credo che nessuno di noi abbia conoscenza esatta e consapevolezza critica, deve nascere da un ingrediente terribile e per le società civili letale: l’illegalità.

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