In viaggio negli anni Venti del Novecento, quando Cortale aveva una pinacoteca


Dalla Guida d’Italia del Touring Club Italiano del 1928 di L. V. Bertarelli: in viaggio attraverso Borgia, Girifalco, Cortale, Iacurso, Maida, S. Pietro a Maida, Curinga.

Da Catanzaro Marina a Girifalco e alla Stazione Curinga.

 Carrozzabile km. 53.9. In salita fino a Borgia, poi quasi in piano a Girifalco, quindi continuo alternarsi di forti salite e discese per profondi valloni fino a S. Pietro a Máida, donde quasi in piano a Curinga; di qui in discesa forte alla Nazionale per Réggio. È la traversata più ricca d’interesse dell’Istmo di Catanzaro, per varietà di paesaggio ricchissimo di vegetazione e per grandiosità di panorama. Si toccano grossi centri, notevoli per costumi e prodotti. – Servizio automobilistico fino a Curinga, l corsa al giorno, in 4 ore, L. 17. 

 Da Catanzaro Marina alle case di Roccelletta, pagina 612. La strada si dirige a NO, lascia sulla sinistra la Roccelletta del Vescovo di Squillace, pagina 542, che spicca in mezzo al bell’uliveto, poi va, quasi in rettifilo, sul margine della pianura alluvionale detta « I Campi di Annibale ». A sinistra la strada fiancheggia uliveti, poi un vasto agrumeto, quindi entra nella valle della fiumarella di Borgia, influente del Corace. Uliveti e querce, con qualche frutteto e orto in fondo valle, pascoli naturali e coltura estensiva di grano sui fianchi biancastri delle colline scoscese che formano la valle. Questa si viene allargando e facendosi più selvaggia; predominano i lentischi, le ginestre, lo spino giallo profumatissimo. Si traversa due volte la Fiumarella. La strada ripassa più volte dall’una all’altra sponda, in un continuo variare di viste graziose sui valloncelli laterali, folti di cespugli e di alberi. Km. 11, m. 210, bivio a destra per S. Floro (m. 260, abitanti 1181, complessivamente 1298, a km. 1.5). Si passa per l’ultima volta la Fiumarella e si sale vivamente; attraversata una stretta incassatura dall’aspetto selvaggio, si esce al limite dell’altipiano di Borgia. Si rasenta a sinistra Borgia m. 332, ab. 4110, complessivamente 5180 (Albergo Risorgimento, 4 camere; Duca degli Abruzzi, 3 camere; servizio automobilistico per Catanzaro, vedi sopra), fra orti, vigne, frutteti, gelsi.

Il paese sorgeva un tempo a circa 1 km. più a E, dove venne fondato per iniziativa del principe Borgia di Aragona marchese di Squillace, che vi raccolse gli abitanti di Palagório esposti alla malaria e alle incursioni barbaresche, ma fu distrutto dal terremoto del 1783 e risorse nel luogo attuale. 

Si continua in piano fra ulivi e vigne; di fronte, il boscoso Monte Covello. Km. 14.3, a sinistra strada di km. 8.2 per Squillace; poi, a destra, il bivio di una carrozzabile di km. 8.2 per Caraffa di Catanzaro m. 360, abitanti 1343, complessivamente 1489 (Albergo Due Mari), fondata da Albanesi e che fu feudo dei Cicala. Si entra nella parte più vasta dei così detti « piani di Borgia e di Girifalco », che continuano a N nei piani di Caraffa e a O nei piani di Cortale; estensioni tabulari, coltivate a cereali, e qua e là a ulivi e vigneti, e sparse di case coloniche. Si attraversa l’altipiano in rettifìlo. Vista grandiosa sulle Serre del Chiaravallese a SE, sul Reventino e sul Mancuso a NO, e a N sulla Sila Piccola. Al termine del rettifilo si entra in un bosco di ulivi frammezzati di querce e si giunge a, km. 20, Girifalco m. 450, abitanti 5040, complessivamente 5069 (Alberghi: Vonella; Ferragina).

 La località fu abitata nel neolitico come dimostrano trovamenti di sepolcri sulla sinistra del Fiume Caria. Girifalco venne fondato da profughi dei paesi di Caria e Tochio distrutti dai Saraceni. Fu a lungo feudo dei Caracciolo. Interessante il Palazzo ducale (visita gentilmente concessa). Nella piazza Vittorio Emanuele III, bella fontana (1665). Nell’ex-convento dei Riformati (monumento a Fabrizio Caracciolo fondatore) ha sede l’Ospedale Psichiatrico della provincia di Catanzaro. Nel territorio, la sorgente Vosina, salino-ferruginosa fredda.

 Sottopassato l’arco di un acquedotto, si esce sul versante tirrenico, con improvviso bellissimo mutare di panorama. Appare, a O, Cortale Superiore, con la cupola bianca della chiesa Madre. Amplissimo giro al fondo del vallone del Pésipo, principale affluente di sinistra dell’Amato. Le pareti della montagna sono coperte di densissima vegetazione di « visciglie» o castagni cedui, che da lontano pare vellutata. Passato il Pésipo, bella vista sul vallone. Si giunge alla sommità della salita, donde superba vista su tutto l’Istmo. Km. 26.6 Cortale m. 410, abitanti 3793, complessivamente 3891 (Alberghi: Aracri; Buffa).

 Pare venisse fondato dagli abitanti di Accónia, distrutta dai Saraceni. È patria del pittore Andrea Cefaly (1827-1907). Nella piazza, statua dell’Italia, di Andrea Cefaly. Nella casa ove questi è morto è una raccolta di suoi quadri di soggetto storico (tra cui la Battaglia di Legnano) e regionale. Notevole in Cortale la fabbricazione dei «vancali», scialli a striscie nere e rosse o nere e gialle.

 Si scende fra ulivi e orti, poi si risale su di un dosso, donde vista sui due mari e su Jacurso; si ridiscende in un severo vallone boscoso; verso il fondo della discesa la strada è avvallata da una frana lenta e continua di Circa 50 cm. di depressione al mese, alla quale si cerca di porre rimedio con muraglioni. Si traversa il Torrente Pilla su due ponti e si sale a km. 32.5 Iacurso m. 440, abitanti 1630, complessivamente 1635 (Albergo Graziano). Si gira attorno a un rione di case popolari costruito dopo il terremoto del 1905 da un comitato di Como. La strada continua in discesa verso Máida. Dopo un ponte si risale costeggiando Máida a E, poi toccandone la parte più bassa verso N, km. 38.

 Máida m. 299, abitanti 3437, complessivamente 4452 (Alberghi: Vittoria, 6 camere; Centrale, 5 camere; vettura postale per Stazione S. Pietro Máida, pagina 669), paese sorto nell’epoca longobarda e che fu feudo dei Ruffo. La campagna sottostante, tra l’Amato e il Torrente La Grazia, fu teatro nel luglio 1806 di una battaglia tra gli Inglesi vincitori, condotti dallo Stennard e i Francesi del Reynier; questi ultimi chiamarono la battaglia, di S. Eufémia. La battaglia di Máida diede nome a una delle vie del centro di Londra.

 La strada è un belvedere col grandioso panorama sulle Valli del Pésipo e dell’Amato, sino al golfo di S. Eufémia. Continuando, a destra una strada (5 km.) per la Lagonegro-Réggio. Si gira a O il paese, si passa per un viale ombroso dinanzi a una pittoresca « cona » circondata da bei cipressi e si sale tra castagneti per ridiscendere in un valloncello tutto nero di lecci, con ponte e mulino pittoreschi. Verso S, interessante scorcio di veduta sulla montagna foltissima di vegetazione. Km. 41.3, S. Pietro a Máida m. 370, abitanti 2902, complessivamente 3014, fra ulivi. Appena fuori, a destra, strada per Stazione S. Pietro a Máida-Máida, vedi pagina 669. Ampie viste sulla pianura di S. Eufémia. Km. 47.1 Curinga m. 380, abitanti 3426, complessivamente 4583 (Alberghi: Trovato; Lorusso), località antica (vi sono cave di bolo rosso).

 Le donne portano bei « vancali » a strisce gialle e nere o violette.

 Si toccano le prime case del paese; ma la parte più importante di esso appare d’improvviso dopo una curva, pittorescamente disposto su lungo pendio, al termine del quale s’innalza la grande facciata della chiesa Madre. Si attraversa in forte discesa l’estremità inferiore del paese e si esce tra rigogliosi ulivi, querce, grano, lino e piante da frutta. Con vedute sempre interessanti si giunge al Torrente Torrina e, km. 51.2, alla carrozzabile Lagonegro-Réggio, nella quale a sinistra, lasciandola presto per voltare a destra nella strada che, tra ulivi, conduce a Stazione Curinga, pagina 669.

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