L’emozione del voto


Ho sempre esercitato il diritto di votare e, secondo il costume di una certa sinistra, mi reco al seggio il primo giorno e di primo mattino, per paura che mi succeda qualcosa e che la mia pars venga così privata di un voto. E ogni volta, anche stamattina, ho bisogno di isolarmi per un po’ in una sorta di raccoglimento religioso. Nell’andare poi alla sede elettorale, mi tremano le gambe e mi batte il cuore. All’interno della cabina, ho sempre timore di sbagliare, controllo attentamente che le schede siano a posto, evito spesso persino il rossetto per non lasciare inavvertitamente qualche sbavatura, quindi finalmente voto e ricontrollo se ho votato esattamente. Infine, come liberata, esco dalla cabina e consegno le schede. E nel ritornare a casa mi pare di aver partecipato ad un momento collettivo del mio paese di laica solennità e dignità e di aver esercitato, assieme a tutti, un diritto che risale alla democrazia greca. E’ sempre una bella giornata, quando un popolo va alle urne.

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