L’anima del territorio


Cortale ha chiesto all’amministrazione provinciale di Catanzaro di inserire nel Pisl denominato L’anima del territorio e le sue forme un progetto dal costo di 660.000,00 euro, il cui scopo è restaurare palazzo Cinque “da destinare a museo della seta, della storia e delle tradizioni contadine”. Era assente alla riunione di giunta l’assessore di Rifondazione Comunista, non si sa se per caso o per pudore o per mancanza di coraggio, visto che il cosiddetto palazzo Cinque è un edificio cadente che è stato solo concesso al comune “in comodato d’uso gratuito ( sic! ) ventennale” e quindi fra pochi anni tornerà ai proprietari con un maggior valore ( se l’operazione andrà in porto ), bello e aggiustato a spese della Provincia. A realizzare il progetto sono stati chiamati dei professionisti di Catanzaro (eccetto il geologo), mentre responsabile del procedimento sarà l’ufficio tecnico di Cortale per il quale si prevede il modico “incentivo” di  11.260,00 euro. Ora, se si intendono continuare a fare le mostre pittoresche come quella di questa estate dove c’è tutt’al più la pantomima della civiltà contadina, non è il caso che spendiamo neppure un centesimo. Anche però ammettendo che la ricerca e lo studio sul territorio siano seri, è da dire che non mancano  a Cortale i palazzi già restaurati per ospitare la memoria di noi stessi: per esempio, il vecchio Municipio ( alias palazzo Cefaly-De Rinaldis ) o i tanti locali della struttura in cui ha sede pure la biblioteca, tutti edifici che è un peccato siano così malamente utilizzati come sinora è avvenuto.

La verità è che nel territorio calabrese, che l’anima ha perduto,  sembrano adesso trovare spazio e voce, anzi cittadinanza, solo coloro che vogliono sfruttare le risorse pubbliche per il proprio particulare e gli amministratori ai vari livelli, Comune, Provincia, Regione, invece di essere d’ostacolo, sono ormai espressione o si fanno strumento e traino di tali interessi personali, in cambio di voti e/o di favori reciproci. Nel progetto per “palazzo” Cinque la collettività non guadagna niente, paga soltanto, sprecando risorse preziose che meglio si potrebbero impiegare. Alcuni invece guadagnano e tanto: si mangiaru a postulata sana! In Calabria stiamo effettivamente causando il deserto e divorando il futuro che non siamo in grado di programmare, come mostrano questa corsa generale ad arraffare finanziamenti statali adoperandoli per il nulla e l’appropriazione privatistica della istituzioni. Anche questo ci sta palesando negli ultimi giorni la Boccassini.

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12 pensieri su “L’anima del territorio

  1. Sarebbe illuminante, a tal proposito, (ri)vedere il film “Anni ruggenti” di Luigi Zampa dove nel finale un grande Nino Manfredi si ubriaca e mette in piazza tutte le malefatte dei notabili del paese. Il film è ambientato in un paesino del sud, all’epoca del “Ventennio”, dove un assicuratore (Manfredi) viene scambiato per un gerarca e, dopo avere assistito alle ruberie ed ai profitti compiuti ai danni della popolazione da “lor signori”, li saluta tutti con un indimenticabile “Mangia tu che mangio io!”.
    Molti riconoscerebbero tra i protagonisti della pellicola modi di fare di alcuni “tristi figuri” che (s)governano attualmente e capirebbero che a Cortale nulla è cambiato da allora e ai gerarchi d’allora si sono sostituiti dei fenomenali caporaletti fascisti di “sinistra”(?)…

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  2. Se la memoria non m’inganna, ricordo che soltanto tre anni fa un ennesimo progetto che riguardava il rudere in questione causò una drammatica rottura nei rapporti personali tra due valenti musicisti cortalesi a capo di associazioni bandistiche rivali che si accapigliarono per la gestione di un fantomatico museo della musica che sarebbe stato ospitato nel palazzo Cinque. Sono decenni ormai che il giochetto si ripete con tutte le occasioni di finanziamento, fortunatamente senza risultato. Chissà, forse proponendo un museo degli orrori…

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  3. Si legge che tra i provvedimenti di austerity presentati da Monti si troverebbe anche il taglio degli inutili e pletorici consigli provinciali nei quali saranno ammessi solo dieci consiglieri nominati dai comuni più un presidente elettivo. Finalmente, dopo tre trombature, qualcuno particolarmente furbo, specialista in assenze strategiche, potrà coronare il sogno di arrivare finalmente in provincia per i sui alti meriti e finanziare il museo.

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  4. Non si capisce perchè si debba denigrare gratuitamente il più prestigioso esponente politico che Cortale possa vantare, addirittura di rilievo provinciale e di cui spesso parlano i giornali, solo perchè si è assentato per cause di forza maggiore da una ordinarissima seduta di giunta, insinuando chissà quali subdoli disegni. Il museo della seta sarà un altro fiore all’occhiello di questa amministrazione, come lo zoo – safari.

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  5. Giustissimo. Il recupero e la riqualificazione dello storico palazzo è finalizzato a valorizzare Cortale inferiore, come la terrazza di piazza s. Nicola, e a rilanciare la nostra sericoltura, dopo i fagioli e tantissimo altro. Che male c’è, poi, a dar respiro alla nostra economia creando occasioni di lavoro per tecnici e imprese e a gratificare Panzarella, l’ideatore dell’associazione “La vita nei vicoli”? Un plauso all’amministrazione.

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  6. Restaurare il rudere di Panzarella? Che male c’è, tanto più che i soldi non sono nostri ma arrivano dalla Provincia.
    Un dubbio però mi perseguita: se un altro cittadino avesse intenzione di restaurare un immobile potrebbe usufruire delle stesse pubbliche risorse del primo?
    U Vasciuotu

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  7. Silenzio assoluto su questo tema nel Palazzo del potere e nei dintorni. Ma silenzio di tomba anche nella società (in)civile e sotto il pioppo. Non c’è che dire: “Cortale is dead”.

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  8. Io ho riportato una impressione diversa. Ho avuto modo di parlare nei giorni scorsi con due eminenti professionisti, molto apprezzati per le loro doti anche fuori dai nostri confini, che sono perfettamente consapevoli, al pari di tanti concittadini, degli intrallazzi che si consumano e dell’insignificanza totale dei presunti politici. Sono persone che orientano l’opinione pubblica e nell’aria si colgono sfiducia e delusione anche in chi aveva votato la lista che amministra Cortale. Della cosa, inoltre, è stata resa partecipe anche la nostra deputazione territoriale. Vedremo come si comporterà, tanto tra non molto la parola tornerà al cittadino elettore, e allora ne vedremo delle belle!

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