27 possibilità ( su cento ) di incontrare la violenza


Proprio nei giorni in cui a Camigliatello Scopelliti elogia il suo governo come una beata età dell’oro e promette “un cambiamento storico in Calabria”, da Reggio – città da lui frequentata – arrivano nuovi dati allarmanti forniti nel corso dell’inaugurazione dell’anno giudiziario e si riafferma una cifra già conosciuta, allorché si dice che la nostra è “una terra dove l’indice di densità criminale è stato stimato al 27% della popolazione”. Superiamo perciò il 10%  della Sicilia ed il 12% della Campania, notoriamente fari di legalità. Da noi, dunque, quando ti muovi hai la possibilità, fra cento persone, di incontrarne 27 con problemi con la giustizia. A queste 27, in qualche maniera controllate dalle forze dell’ordine, si devono aggiungere le varie zone grigie, le piccole ma diffuse e non innocue illegittimità, l’acquiescenza e tutto quanto è violento sebbene non catalogabile e punibile come reato. Ecco cos’è l’aria infetta che respiriamo e che forse solo i “turisti di rientro”, una bizzarra categoria di cui parla un commentatore del blog, possono permettersi il lusso di non avvertire. Ecco da dove viene la voglia, mentre cammini, di coprirti con le mani il capo e proteggerti dalla brutalità e volgarità che tu sai qui albergare. Stracciamoci pure le vesti, spostiamo la discussione sul privato e sull’offesa personale, gridiamo che chi ha posizioni critiche infanga il nostro buon nome e una passata grandezza e civiltà, immaginate e inventate da noi stessi: i numeri tuttavia sono musica e urlano la verità. E quelli che in queste ore rimbalzano dagli ambienti giudiziari non fanno certo arrivare alle orecchie un inno di gloria.

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6 pensieri su “27 possibilità ( su cento ) di incontrare la violenza

  1. Anche i politici nostrani che rilasciano concessioni per innalzare pale eoliche a patto di farsene piantare qualcuna nell’orticello privato, appartengono a quel 27%.

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  2. Non potrò mai scordare l’incredibile scena accaduta a Cortale una domenica di qualche anno fa. Uno dei tanti balordi che pullulano dalle nostre parti era stato rimesso in libertà dopo qualche mese trascorso in carcere con imputazioni infamanti. Non appena la sua sagoma comparve nella piazza principale del paese, affollatissima in un’ora di punta, tutte le persone che vi si trovavano (sotto il pioppo, al bar, al tabaccaio e alle villette) interruppero le loro occupazioni e si precipitarono in folla a felicitarsi con l’ex galeotto per la riacquistata libertà e a omaggiarlo. Un bell’esempio di spirito comunitario, no?

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