Amministratori o benefattori?


E’ un periodo di grande subbuglio nelle amministrazioni locali, da Nord a Sud purtroppo. Emergono dati sconvolgenti che mettono profondamente in discussione concetti ed elementi fondamentali della democrazia, quali il buongoverno. Noialtri cortalesi però non abbiamo preoccupazioni, anche perché non abbiamo conoscenze ed informazioni. In fondo ignoriamo come venga gestito il comune, quali scelte si facciano. E on-line chi regge la cosa pubblica ha deciso, a differenza di amministrazioni vicine come ad esempio Lamezia Terme, di rendere trasparenti solo decisioni tutto sommato insignificanti. Sembra di scorrere il resoconto di un ente benefico: una volta si concede un aiuto alle tante associazioni che si autodefiniscono culturali, un’altra ( l’ennesima! ) il dono va a I Curtalisi  “a sostegno delle spese di viaggio” per recarsi in Lombardia dove ormai da tempo portano generosamente le nostre “tradizioni” e “cultura”, adesso per il restauro di un altare un acconto (?) di 3500,00 euro viene accordato all’arciprete che ha chiesto un “congruo contributo”. Come se nei locali comunali esistesse una sorgente pecuniaria inesauribile, di tali elargizioni riceviamo insomma notizie a iosa, pure perché forse i donatori non si rendono conto che in qualche caso dovrebbero provare almeno imbarazzo.
Una pesante coltre è invece posta sulla restante realtà amministrativa: i bilanci, quanto si spende e per che cosa, non è dato sapere.  A Cortale i governati dormiamo e siamo afasici ( è uno dei pochi paesi a non avere un’opposizione! ), ma chi ci amministra si guarda bene dallo svegliarci. Si rammenti tuttavia che una società che poggia sul beneficio manca di uguaglianza tra i cittadini e che essa è caratterizzata da un sistema di rapporti privati in cui il benefattore controlla il beneficato, poiché da una parte c’è il beneficio, dall’altra la gratitudine. E la convivenza umana finisce con l’organizzarsi non sui diritti, ma attorno ad un sistema di amicizie e clientele, in un vortice pericoloso di reciproche obbligazioni e vincoli. Questo però capita quando la garanzia della legge statale è debole, quindi stiamo parlando di…secoli addietro, non di noi!

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11 pensieri su “Amministratori o benefattori?

  1. Se a capo dell’Amministrazione si è insediato un grantico complesso cementifero-agrario-finanziario, sorretto anche dai voti dei rumeni portati al seggio come fossero bestie al pascolo col pulmino – senza che ciò facesse ribrezzo a nessuno – di cosa ci si dovrebbe meravigliare? L’elenco – parziale – delle provvidenze elargite ai “clientes” con denaro pubblico hanno l’odore inequivocabile di nera feccia che sale dal pozzo (per dirla con Montanelli) e che ricoprirà di vergogna l’intero paese, ma quando ce ne sarà coscienza, sarà troppo tardi.

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  2. Caro Tuco in un paese democratico è consentito a tutti anche a chi non è d’accordo di scrivere commenti, opinioni, e criticare l’attività amministrativa e politica dell’intera amministrazione e del sindaco, anche io non sono d’accordo sull’operato del di questa amministrazione e del suo “capo” ma non mi permetterei mai di insultare o scrivere commenti che in primo luogo consentirebbero loro di esporre querela nei tuo confronti e/o nei confronti del titolare o della titolare del blog ed in secondo luogo mettono in luce e in risalto quanto è stata per noi dura la sconfitta elettorale anche se per pochi voti , vuoi anche dei rumeni, che tu e non loro chiami “bestie al pascolo e quanto è dura da digerire se ancora a distanza di due anni e mezzo non l’abbiamo neanche ingoiata.
    Comunque non dovremmo uscire e portare così allo scoperto il nostro rancore e la nostra ira, penso che sia più producente non dare a loro anche queste soddisfazioni perchè se proseguiamo su questa strada ci sfiancano prima di arrivare alla fine della legislatura e se il “capo” così come tu lo chiami decide di ricandidarsi insieme ai suoi delfini o marionette sicuramente ne uscirà vincitore anche con i voti di altri rumeni, polacchi, indiani, slavi, ecc.
    Ps
    Sul “grantico complesso cementifero-agrario-finanziario” così come tu lo definisci, forse ci converrebbe stare zitti , sai perchè?, se togliamo l’agrario rimane quel “granitico complesso cementifero finanziario” che qualcuno facente parte della precedente amministrazione pure a nostra insaputa e ad insaputa di alcuni suoi colleghi amministratori , ha saputo prima costruire mettendo i mattoni ed i mattoncini giusti al posto giusto, poi ha consolidato la struttura da uomo del mestiere, e poi lo ha venduto traendo non pochi benefici finanziari.

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  3. Caro anonimo, tu hai ragione da vendere ma credo che tutti i cittadini dovrebbero sapere quello che questa coalizione ha fatto in questi tre anni o per meglio dire quello che non ha fatto. Secondo me ha pagato le cambiali che ha firmato per vincere le elezioni. Vedi prete vedi lavori vari e anche il gruppo folk. Per non parlare dei danni arrecati al paese. Vedi Piazza San Nicola vedi strade asfaltate nel centro storico vedi asilo infantile lasciato a marcire ecc. ecc. ma una cosa viene sicuramente curata i giardini pubblici di piazza Italia.

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  4. Sempre più anonimi!!!! Ma anche la blogger titolare che si nasconde dietro questo pseudonimo!!!!! Ha citato i fratelli Gimigliano. Ricorderá che quando si faceva qualche manifesto ci non ci si nascondeva!!!

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  5. Non benefattori,ma beneficiari,tant’è che l’unica preoccupazione del Sindaco e’ quella di ringraziare la fattiva opera del parroco,al contrario o in sintonia? di quanto succede a Roma…li’ il Vaticano cerca di arruffianarsi a Monti,a CORTALE invece succede sempre il contrario,coscienti entrambi di avere smarrito il gregge……vedi consigli comunali e funzioni religiose!!!!

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  6. Qui le istituzioni possono fare quello che vogliono perché i cittadini e le cittadine glielo consentono. Perché tutti/e campano dello stesso cibo: i favori. Strizzate d’occhio, strette di mano, cestini di natale pieni di sottintesi e devoti ringraziamenti. Qui si baratta la fedeltà, in cambio della cessione in toto all’amministratore di turno dei propri diritti – quelli, cioè, che secondo il buon vecchio Rousseau giustificavano la nascita stessa della cosa pubblica. Rousseau era arretrato. Guarda qua 300 anni dopo cosa ce ne facciamo del suo insegnamento.
    Sono capitata qui per caso – cercavo su google materiale su Franco Costabile. Non mi è potuto non saltare all’occhio il titolo del blog, non so chi lo scriva, sembra una donna come me? una calabrese come me naturalmente. una donna arrabbiata. W le donne arrabbiate, specie se calabresi. Lo credo profondamente e in modo PRATICO oltre che teorico, che la Calabria possa cambiare. Il degrado a cui si è ridotta non è una calamità naturale, ma è il prodotto di azioni concrete, individuali prima che collettive, dato che il collettivo senza l’individuale non può esistere. Ergo, dietro tutto questo ci sono comportamenti concreti, pensieri e rappresentazioni, aspettative e soddisfazione delle stesse. Non ci sono terremoti, eruzioni vulcaniche o alluvioni: ma azioni di persone. Basta con questo fatalismo dei calabresi. Ogni giorno faccio, nel mio piccolissimo, qualcosa per metterlo in discussione. E non è facile…e non è facile. Scusa se mi dilungo, è che con questi post, come si dice, sfondi una porta aperta. Il mio “nervo scoperto”. Ti seguirò, grazie e continua. Denise C.

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  7. Tranquilli, i cortalesi hanno già scordato quanto i componenti della precedente amministrazione eolico-cemenrifera abbiano incrementato il proprio conto in banca nonchè patrimonio immobiliare durante i loro mandati. Merito ovviamente del gratta e vinci e dell’eredità dello zio d’America. Alle prossime elezioni ce li ri-troveremo tirati a lucido, magari sotto le mentite spoglie di qualche ram-pollo di famiglia numerosa da sistemare.

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