Votare in Calabria


“Non sappiamo per cosa, ma abbiamo seguito le indicazioni del partito”, ci dissero le due compagne emigrate tornate in Calabria da Milano per i referendum. Scoppiammo a ridere di fronte alla tranquilla affermazione, io e un’altra giovane militante del P.C.I. Avevano fatto un viaggio lunghissimo, avevano votato e non sapevano per quali questioni! Eppure c’era dignità nel loro voto: le donne non erano mosse da acriticità, né dall’affidarsi alla cieca agli apparati di partito, come spesso, riempendosi la bocca della parola “libertà”, cianciano i severi e sempre risorgenti nemici della sinistra in Italia riferendosi a quegli anni e agli elettori comunisti immaginati come tanti ubbidienti soldatini. Le guidava invece la fiducia e la consapevolezza di partecipare a un progetto di cambiamento collettivo. Erano gli anni Settanta e per tanti il P.C.I. era questo, sentirsi armonicamente una parte di un’unità in cammino verso un sogno, e votare era un momento fondamentale di quella speranza.
Non esiste in verità democrazia senza votazioni, con le quali un paese esprime la volontà comune, e c’è di solito una grande bellezza anche nel pensare al proprio prossimo voto. Nei nostri tempi ambigui e difficili, una parte della sinistra (quella a cui appartengo ) trattiene però a stento i conati di vomito di fronte a parecchi nomi di candidati calabresi alle ormai vicine elezioni, le quali è da dire che non sono entusiasmanti in tutta Italia poiché la questione morale investe un po’ dovunque la classe politica. In Calabria, tuttavia,  la putrefazione è più avanzata, sicché una certa sinistra, quella che si è posta fuori le asfittiche e a volte imbarazzanti sezioni di partito, è chiusa, fino a soffocare, tra il desiderio di non aiutare la conservazione, ma di contribuire a una svolta innovatrice con il proprio voto, e l’essere costretta a non pensare al curriculum vitae e alla qualità dei candidati per riuscire a votare. In Calabria in effetti gli impresentabili sono stati presentati. Tutti davvero decenti i futuri senatori e deputati di sinistra ( la sorte della quale mi sta soprattutto a cuore )? Possibile che sia questo il massimo di pulizia che era in condizione di fare il PD, per nominare lo schieramento maggiore a cui uno di sinistra dovrebbe poter rivolgere la sua preferenza? Uno sgombero o una più energica ramazza non avrebbe reso più facile votare tale partito? Ma si sa, i calabresi siamo gente con lo stomaco forte, tant’è vero che c’è chi ( per fortuna non a sinistra! ) appoggerà Scilipoti, rifilato alla nostra regione poiché è noto che in queste latitudini tutto può osarsi.
Oh, la speranza e la fiducia in un’idea di mutamento con altri condiviso in quel voto senza se e senza ma delle due mie antiche compagne! Ecco cos’è mutato da allora: tu adesso sai di non avere in comune con i candidati che andrai a scegliere nessun progetto di trasformazione della società. Voti evitando di pensare a coloro che sono nelle liste o voti il meno peggio o voti addirittura soltanto perché desideri ancora partecipare al momento forse più sacro e irrinunciabile della democrazia, le elezioni. Una volta il meno peggio lo votava il conservatore Montanelli turandosi il naso, quel Montanelli che a noi, persone di sinistra fiere e fortunate perché potevamo sognare il sol dell’avvenir,  sembrava per questo un poveretto.
Voterò pure stavolta e voterò a sinistra perché mi sforzo ancora – nonostante le ingiurie e le tragedie della storia –  di trovare compagni di viaggio. Tuttora credo infatti con don Milani (  a sinistra si citano massimo i preti non allineati, visto che pare che il nostro Olimpo sia vuoto!  ),  che sortire dai problemi da soli è l’avarizia (egoismo), sortirne insieme è la politica. La bellezza del pensare al proprio andare a votare è andata dunque perduta; molti come me, tuttavia, continueranno a partecipare e sosterranno la sinistra, sperando nel contempo che di tale voto si faccia un uso di sinistra.
Ma, per favore, voi – dirigenti e responsabili dei partiti – non considerate  presentabili in Calabria gli impresentabili, non createci attorno mai più questo deserto dei Tartari, questa sofferenza intima, poiché costretti a recarci a votare senza gioia. Non candidate i rappresentanti dei propri interessi economici e/o della propria voglia di fare carriera e/o del tornaconto di quell’elettorato calabrese che vive di illegalità e di colpevole assistenzialismo. Si pensi anche alla Calabria ordinaria e normale, direi onesta, se tale parola non dovesse pronunciarsi ormai sommessamente, come un arcaismo incomprensibile ai più. Non tutti  in questa regione siamo lupi, squali e divoratori a sbafo delle risorse pubbliche. Dateci la possibilità di scelta e persone degne da eleggere, magari facendole venire dalla Luna. Altrimenti che si dichiari la Calabria inaccessibile ai non disonesti, che si chiudano le urne, non si indicano elezioni, si dichiari noi incapaci di votare ed inutile il voto: sarebbe meglio di questa farsa di democrazia.

Annunci

4 pensieri su “Votare in Calabria

  1. A proposito di votare in Calabria non le sembra uno scandalo che a Cortale i presidenti di seggio vengono scelti sempre uguali ed a nessuno viene in mente invece di raccomandarsi da solo, poiché in realtà non ne ha bisogno dei soldi, di raccomandare qualche giovane volenteroso che in questo periodo di crisi avrebbe bisogno di qualche misero euro…. Tanto per il lavoro che è penso che sono capaci tutti visto gli elementi che di solito affollano i seggi!!!!!

    Mi piace

  2. Il problema dell’elettorato di sinistra si può in qualche modo dedurre da quanto ha scritto. Se una così ampia percentuale di elettori continua a dare fiducia ad una sinistra che negli ultimi vent’anni non ha fatto nulla di concreto né per rinnovare il paese (quando il popolo gliene ha conferito l’incarico), né per rinnovare se stessa, questa non riuscirà mai ad adeguarsi alle esigenze del paese. C’ era bisogno che arrivasse un comico a farlo capire? La sconfitta non è (solo) di Bersani, ma del sistema “Sinistra” che Bersani rappresenta. Levando il voto si contribuisce alla distruzione di un sistema che va ricostruito, e allora non ci sarebbe bisogno della caccia all’uomo che si è vista negli ultimi anni che “grazie” ai media disinformanti ed opportunisti ha indebolito gli avversari. Perchè cercare di vincere con l’inganno una sfida che si potrebbe vincere con l’onestà? Io voto a destra non perchè ho sempre votato a destra ma perchè la destra si evolve!Ed evolversi non vuol dire cambiare maestro, ma cambiare musica!

    Mi piace

  3. Questa è buona!!!! Non sapevo che per evolversi bastasse organizzare “festini” con minorenni, fare falsi bilanci, corrompere questo o quello e farsi le leggine giuste al momento giusto!!! Ci vuole una bella faccia tosta per dire che è la sinistra che non si evolve!! Che gente strana che siamo noi italiani!!!!!

    Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...