Quelle buone sere con Franca


Si era, credo, nell’ 80 quando accendendo la televisione prima del tg della sera avevo la possibilità di seguire, per circa un quarto d’ora, Franca Rame durante alcuni suoi sapienti e raffinati sketch. Fu con lei ( e col marito, Dario Fo ) che per la prima volta, con un certo felice stupore, scoprii che la televisione poteva essere non banale, ma critica, pluralista: non esprimeva solo il punto di vista conservatore di chi nel paese era allora maggioranza ed anzi riusciva ad investire con mordacità il vecchiume. Era una piacevolissima opportunità quella di godere la sera dell’intelligenza e dell’umorismo di una donna, che col suo teatro colpiva il mondo politico ed i luoghi comuni. Mi sono fatta grandi risate in quelle serate con Franca. Mi sentivo rassicurata e ammiravo quello sberleffo, l’ironia sottile, la comicità che infrangeva in mille modi l’esperienza reale e mostrava che la si poteva rifondare diversamente. Mi confortava anche lo sguardo che l’attrice aveva sulla femminilità e le parole che usava per raccontare il disagio delle donne. Mi divertiva quell’umorismo brillante, colto e mai volgare. Era la risata liberatoria a cui ci si abbandona quando si sa di essere minoranza e miracolosamente, all’improvviso, si incontrano compagni del proprio viaggiare. Era la risata che aggrediva i nodi irrisolti della nostra esistenza e ci rendeva più padroni di noi stessi. Una sorta di catarsi, che soltanto il  teatro opera allorché è in mano a veri artisti. In quelle buone sere con Franca si sentiva in compagnia pure il mio essere donna. Cortale era allora un po’ stretta per una giovane (credo lo sia ancora per le donne ) e quella presenza serale mi diceva che un modo differente di essere persona e donna, un pensare non conformista erano leciti e possibili. La mia stanza diveniva magica e, come fossi a teatro a Milano alla stessa maniera di una mia qualsiasi coetanea, trovavo piacere e sorellanza in Franca Rame.

Nel sapere della sua morte, ho subito ricordato le mie risate di sollievo, fatte in quelle sere in cui  in un piccolo paese della Calabria arrivavano la forza, l’intelligenza e l’ironia dell’artista attraverso lo schermo televisivo.
E come sempre quando perdo qualcuno a me caro, per la smania forse infantile che mi invade di riappropriarmi ancora una volta della sua esistenza prima che inizi la difficile nostalgia, ho guardato il noto video sullo stupro. E’ una potente testimonianza. Provoca i brividi e stordisce perché fa immaginare, anche a chi non l’ha patita, la terribilità della violenza sessuale: a me nell’ascoltare il racconto di Franca Rame è venuto da piangere. Nel suo caso inoltre lo stupro è stato di matrice politica e quindi sicuramente ci fu volontà di oltraggiare proprio lei, quanto lei pensava, il suo essere persona. A riprova di ciò, se mai ce ne fosse bisogno, i lapsus freudiani del tg2 ed alcune polemiche becere che hanno accompagnato persino la sua morte e i suoi bei laici funerali.
Non so come si riesca ad uscire dal tunnel in cui lo stupro rovescia. Franca Rame ha deciso di far divenire la sua esperienza un urlo: contro quanto a lei era successo e perché non succedesse più, affinché giovasse alle altre ( e agli altri ) e  ( forse ) nella speranza che giovasse a se stessa. Immaginare lo stupro spaventa, subirlo ritengo possa uccidere. Alcuni artisti però decidono di essere al servizio di una battaglia di civiltà e questo ha fatto Franca Rame nel raffigurare quell‘orrore. Ma io profondamente vorrei che in qualche momento abbia potuto sulla scena guardare a quell’atrocità narrata e rappresentata come altro da sé, come non sua. Mi auguro che mediante pietà e terrore si sia prodotta la purificazione di siffatte passioni, come Aristotele concede di credere dolcemente.
Una carezza lieve per quella sua pena di donna. Ed un pensiero affettuoso e riconoscente, pervaso già dalla nostalgia, per le risate liberatorie che con lei ho fatto: nel ridere mi sono sentita meno sola e più forte.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...