Il territorio-discarica


Solo passeggiando per il territorio cortalese, è facile imbattersi in innumerevoli punti dove si scaricano abusivamente diversi tipi di rifiuti. Evidentemente nessun potere pubblico controlla e contrasta i comportamenti illegali. L’area attorno alla pala eolica ( una delle tante che sinistramente dominano i Piani di Cortale ),  di cui recentemente si è occupata la stampa locale e per la situazione della quale un gruppo di cittadini si è allarmato, è in verità solo un esempio del degrado e dello scempio di un pubblico bene di notevole importanza, quale l’ambiente naturale. Cumuli di eternit, plastica, vetri rotti, copertoni sono le velenose briciole di Pollicino che costellano la strada che porta alle sorgenti dell’acquedotto Marmoro Giardinelli. E il fatto è inquietante.

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6 pensieri su “Il territorio-discarica

  1. CHI NINDE FUTTE DELL’ETERNIT, AVIMU LA RACCOLTA DIFFERENZIATA E LA GRAFFIOLA DOC SUPA INTERNET!!!
    Storia del prodotto: la “graffiòla” è il dolce tradizionale di Cortale (CZ), di origini molto antiche. Le graffiòle, infatti, erano i dolci tipici della festa e dei matrimoni. Già negli anni ’30 le famiglie nobili incaricavano le anziane depositarie di quest’arte le quali, per l’occasione nuziale, si trasformavano in provette pasticcere e riproponevano la tradizionale ricetta; ricetta che che si è tramandata da generazioni in generazioni, da madre in figlia. Negli anni’60 interi gruppi familiari prendevano in prestito il panificio per due o tre giorni con lo scopo di preparare tutti i dolci del matrimonio, oltre che le graffiòla, la cui preparazione veniva lasciata alle esperte graffiolàre il cui nome ancora oggi viene ricordato.
    La preparazione della graffiòla è un vero e proprio e richiede fasi precise ed una manualità particolare. Un’arte vera e propria che consente oggi come cento anni fa di ottenere un prodotto d’eccellenza con materia prima semplice e genuina, senza l’uso del lievito, tramite un forno a legna e tanto lavoro.

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  2. ORDINANZA N° 29 /2013
    PREMESSO che con nata fax n° 30709 del 10.10.2013 , l’A.R.P.A.CAL , Azienda Regionale per la protezione dell’ambiente della Calabria – Dipartimento Provinciale di Catanzaro –, assunto al protocollo generale in pari data , ha comunicato che dalle analisi batteriologiche è emerso che alcuni parametri, dell’acqua potabile del civico acquedotto “ Sambuco- Malittoro- Giardirientrano nei limiti previsti dal D.Lgs. n° 31/2001;
    RAVVISATA la contingibilità ed urgenza di un provvedimento cautelativo e interdittivo per motivi di igiene e sanità pubblica, stante l’inquinamento evinto;
    RITENUTO per quanto sopra di dover vietare, in via cautelativa, l’utilizzo dell’acqua a scopo potabile, nelle more degli ulteriori controlli ed accertamenti analitici in itinere e comunque fino all’avvenuto, certificato e costante riporto di tutti i valori chimici e microbiologici entro i limiti di Legge:
    VISTO il D.Lgs. n° 31/2001;
    VISTO il T.U. n° 267/2000 e successive modificazioni ed integrazioni;
    VISTA la legge 07.08.1990, n° 241;
    O R D I N A
    E’ fatto divieto alla cittadinanza, servita dall’acquedotto “ Sambuco – Malitoro- Giardini” , fino a nuovo ordine, di utilizzare a scopo potabile l’acqua proveniente dal citato acquedotto.
    Ne resta consentito l’uso a fini Igienici e non potabili ;
    D I S P O N E
    La trasmissione della presente a S.E. il Prefetto di Catanzaro , all’ l’A.R.P.A.CAL , alla SO.RI.CAL , al COM di Girifalco;
    La pubblicazione della presente all’Albo Pretorio e nei principali luoghi pubblici.
    Le forze dell’Ordine e La Polizia Municipale sono incaricati, dell’esecuzione della presente ordinanza.
    A V V E R T E
    Contro la seguente ordinanza quanti hanno interesse potranno fare ricorso entro sessanta giorni al T.A.R. Calabria e entro 120 Giorni al Capo dello Stato, termini tutti decorrenti dalla data di notifica del presente provvedimento o della piena conoscenza dello stesso
    Cortale,lì 10.10.2013
    IL RESPONSABILE DEI SERVIZI TECNICI
    ( Geom. Vincenzo Conte )

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  3. Gentilissima professoressa, ho esitato a lungo prima di intervenire sul suo blog su un argomento che pare indurre tutti nel paese ad un prudente silenzio. Un mio amico naturalista che la domenica ama passeggiare per calli e campielli per fare foto e immortalare il paesaggio ha scoperto, un mese addietro, con sua somma costernazione uno spettacolo terribile. Una vasta area del Piano (la “Battaglina” che è territorio di Borgia ma demanio di S. Floro) appariva completamente scorticata dalle ruspe: via la macchia mediterranea, distrutto il bosco: rimane solo un enorme cratere di quaranta ettari, profondo 20 metri. A guardarlo ricorda una sequenza del film Gomorra, ed è visibile anche da Spilo. Questo scempio in un ambiente umano dove in parecchi si dedicano alla raccolta di funghi e alla caccia e amano parlare di tutto ciò che vedono (e anche di quello che non vedono), in un’area dove sorgono numerose aziende agricole e zootecniche, frutteti, vigneti, orti e pascoli. Si sta scavando da otto mesi una discarica (definita pudicamente (“oasi ecologica”) proprio sulla falda idrica che alimenta gli acquedotti della zona e nessuno (salvo la Forestale che ha sequestrato due volte il cantiere) se ne è accorto? Saremo condannati a respirare diossina e a nutrirci con cibi contaminati? Nel nostro Comune siedono agronomi illustri, ingegneri, avvocati, operatori sanitari; che cosa facevano in questi mesi? Perchè hanno fatto finta di niente? Giorni addietro si è celebrata l’assise congressuale del PD: è stato trattato questo argomento? Altrimenti a cosa serve un partito alla comunità? E’ lecito attendersi dai pubblici poteri (Amministrazione comunale in testa, ma non solo) una ricognizione conoscitiva sulle carte progettuali che rassicuri con assoluta certezza la popolazione sui rischi per la sua salute o pensano, questi signori, di ripresentarsi alle prossime elezioni come se nulla fosse? Cortale è morta dal punto di vista civile, economico e sociale. Chi ancora rimane lo fa esclusivamente per l’aria pulita, l’acqua pura ed i prodotti genuini della terra. Perchè toglierci anche quest’ultima consolazione?

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  4. Ormai a Cortale tutti sanno, e neanche l’amministrazione può più far finta di nulla. Deve dire ufficialmente, con un comunicato pubblico e non a mezza bocca, quali strade intende intraprendere in tutte le sedi istituzionali per verificare con certezza il rischio ambientale che la discarica comporterebbe per noi e informare in maniera puntuale e documentata la cittadinanza di quanto è riuscita ad appurare, facendosene garante. Se non è in grado di fare questo, chiuda bottega. Si chiama etica della responsabilità.

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  5. L’oggetto misterioso di cui si parla si staglia sotto il nostro naso ed è visibilissimo anche dal piano rialzato della chiesa di S. Giovanni nella vecchia Cortale, davanti al negozio di Antonietta, dove è ancora possibile acquistare ortaggi locali, coltivati dal marito, freschi e genuini, prima che vengano contaminati dai fumi tossici che il vento spargerà sulle nostre terre. Ho richiamato l’attenzione di due passanti su quello spettacolo orrido che, solo a guardarsi, appare come una ferita purulenta inferta alla natura: i due sono stati in un passato, neanche troppo lontano, amministratori comunali; uno socialdemocratico, l’altro del vecchio PCI; si sono stretti nelle spalle e sono scappati via biascicando imbarazzate parole di stupore e di rassegnazione.Come il resto della cittadinanza.

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  6. I cortalesi hanno potuto finalmente tirare un sospiro di sollievo dopo tanti giorni d’angoscia collettiva, grazie alla pressione dell’opinione pubblica sul le istituzioni locali che non hanno più potuto fare orecchie da mercante. Amici bene informati e degni di fede dicono che è stato conferito incarico al tecnico del PSA (che non c’entra con la prostata) di studiarsi accuratamente le carte riguardanti la discarica. Speriamo solo che i risultati dell’indagine vengano resi ufficialmente noti alla cittadinanza, che potrà così dormire sonni tranquilli, ma prima che la discarica (pardon, l’isola ecologica) entri in funzione, sennò sarà la solita presa per i fondelli.

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