Discarica Battaglina: le parole e i loro significati


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Nella vicenda della discarica Battaglina c’è, sin dalle origini, una voluta confusione linguistica e quindi contenutistica.
Nel decreto della regione Calabria n° 16278 dell’otto settembre 2009 è detto che si autorizza “un impianto di smaltimento e recupero rifiuti” appartenente al tipo finalizzato alla “eliminazione o il recupero di rifiuti pericolosi” e rientrante nella categoria delle “discariche che ricevono più di 10 tonnellate al giorno”. Si aggiunge che tale impianto avrà il nome di “Isola Ecologica Battaglina”. Questo è davvero il massimo della non conoscenza della lingua ( cosa in Calabria possibile, nonostante tutti siano “dottori”) o della voglia di prendere in giro la gente! Chi già all’inizio sapeva che cosa (cioè, una discarica ) e che tipo di impianto si voleva fare vicino le falde acquifere (cioè, una discarica di rifiuti tossici) ha usato consapevolmente le parole “Isola ecologica” per proteggere i propri interessi e la propria malafede: sapevano certamente Borgia e San Floro, rispettivamente comune proprietario del terreno e paese nel cui territorio ricade la discarica. L’opposizione di Borgia infatti denunciava il tutto nel 2007, ergo non erano all’oscuro neppure le maggioranze che decidevano. La verità è che la discarica che si sta realizzando si chiama Battaglina di nome ed Isola ecologica di cognome, a partire dal concepimento. Tante però possono essere le false paternità e questa discarica non ha niente nel DNA che risalga e riconduca ad un’isola ecologica. Teniamo fermo quindi un concetto: dicesi isola ecologica un posto di passaggio temporaneo dei rifiuti, non un luogo di permanenza eterna di essi. Certo non lo è un posto di 45 ettari in cui si stanno scavando delle voragini come fosse una nuova sede dell’Inferno!
Sono tuttavia finiti i tentativi di dare alle parole, e quindi ai fatti, un significato diverso da quello proprio? Purtroppo no. E accettare in questo momento tale operazione, diciamo così, linguistica sarebbe esiziale. Guardiamo alla posizione dei sindaci del PSA,  affidata alla stampa. E’ per esempio scritto che mentre negli atti  del Comune di San Floro, pare, si legge chiaramente che l’impianto della discordia possa trattare solo “rifiuti non pericolosi”, nella valutazione regionale i rifiuti da conferire nella mega-discarica diventano “pericolosi”. E ancora : la paura dei sindaci è che l’isola di stoccaggio si trasformi in una discarica a cielo aperto. Insomma sembrerebbe che l’isola ecologica del comune di Borgia, inspiegabilmente, è diventata una discarica di proporzioni inimmaginabili. Si evince, dall’ambiguità  di alcune affermazioni, che è davvero il momento che noi cittadini facciamo chiarezza su un altro imbroglio linguistico che, subdolo, si aggira attualmente nelle stanze del potere. Da esso possono nascere nuovi imbrogli sostanziali e reali, che sarebbero stavolta immodificabili e avvenuti coll’assenso di noi tutti: INSPIEGABILMENTE, naturalmente!
Facciamo allora un’ulteriore riflessione …linguistica. Che cosa indichiamo quando adesso noi proclamiamo No alla discarica? Vogliamo dire No a qualsiasi discarica, visto che si collocherebbe vicino l’acqua? Oppure intendiamo la stessa cosa che qualche comune della zona non disinteressato, o un  potere incurante dell’ambiente e della salute dei cittadini, potrebbe ancora oggi avere lo scopo di avallare, cioè un No soltanto alla discarica di rifiuti pericolosi?  Quest’ultima posizione, però, porterebbe alla realizzazione presso le acque di una discarica, per così dire buona. E ritorneremmo così alla pericolosa ambiguità con cui tutto è iniziato ed ha fatto il suo iter.
Stia attento il movimento: le parole della politica e del potere potrebbero essere tuttora ambigue. E potremmo, facendo tutti finta di dire No alla discarica, nutrire obiettivi diversi ed arrivare ad avere una discarica, dopo le urla di contrarietà in apparenza generali. In essa si riverserà di tutto, specialmente quando l’attenzione popolare inevitabilmente scemerà.
Il movimento, che a proposito di tale vicenda è stato quello che ha visto l’insidia ed ha mostrato i bizantinismi del potere e dei politici, non deve dunque solo dire No alla discarica, ma deve chiarire quel No e fare richieste precise alle amministrazioni e a chi deve prendere decisioni sull’infrastruttura. Deve decidere se intende affermare:
1) No a discariche vicino le falde acquifere
2)  ( Di conseguenza) No alla discarica dei rifiuti non pericolosi; no alla discarica di rifiuti pericolosi
3) Un’isola ecologica comporta una sosta temporanea dei rifiuti, non una permanenza dei rifiuti
E’ necessario inoltre che il movimento abbia lucida coscienza che questo guaio è capitato perché qualcuno ha interessi economici ed altri  non hanno sorvegliato il territorio ( neppure a Cortale), come avrebbe richiesto la funzione ricevuta con l’elezione. Ammettiamo pure che alcuni non sapessero: per un amministratore, tale tipo di ignoranza è già colpevole. I progetti, il PSA e le diavolerie varie non si fanno in ufficio, ma osservando il territorio e camminandoci sopra.
Il bubbone però non è stato scoperto adesso. Che si trattasse di discarica e che si preannunciassero pericoli per le popolazioni, vide appunto la minoranza di Borgia quando nel 2007  parlò di discarica, inquinamento, rischi per le acque, interessi economici;  e vide la forestale allorché riuscì ad interrompere i lavori per un certo periodo. Succedeva tutto questo pandemonio e gli amministratori nostrani non avevano orecchie per sentire! Adesso, alla fine del 2013, il bubbone della discarica  è scoppiato perché un cittadino ha avuto occhi e intelligenza per guardare quello che altri per interesse nascondevano con imbrogli linguistici. Per un mese, assieme a qualcun altro simile a lui,  ha espresso a tutti i suoi timori e tutti, amministratori compresi, hanno avuto parole di rassicurazione, anche di fronte all’evidenza delle foto.
Ora c’è questo movimento che è necessario chiami le cose con il proprio nome e pretenda chiarezza. E’ urgente che sappia cosa intenda con “No alla discarica” e che lo mostri con evidenza a chi, nelle sedi amministrative, deve adottare in questi giorni misure importanti.
E’ un bel movimento quello che per la prima volta da anni si è creato nella nostra zona: è fatto di giovani e di anziani ed ha al proprio interno intelligenze, entusiasmo, persone generose e disinteressate. Se tra i politici, i quali dichiarano di essere contrari alla discarica e di appoggiare le iniziative dei loro cittadini, c’è qualcuno che avverte profondamente i suoi doveri di rappresentante popolare, guardi con estrema cura a questa gente: è un movimento prezioso, che nasce in una zona afasica. Deluderlo o – peggio – turlupinarlo sarebbe un peccato sociale gravissimo. Forse sareste ugualmente rieletti, ma avreste contribuito a rendere sterile questa terra.

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6 pensieri su “Discarica Battaglina: le parole e i loro significati

  1. smettiamola di dire cazzate tutti… la discarica esisteva gia 30 anni fa ci andavo io… ed i camion della nettezza urbana scaricavano… ora l’hanno ingrandita ..cosa speravate che vi piantassero i tulipani
    ? lo sapete che tutti i pezzi di merda che firmano queste ordinanze ci mangiano sopra..poi li scoprono e non gli fanno un cazzo ..sono politici chi cazzo li arresta? .si risolve solo andando a prendere i sindaci ed i responsabili degli uffici tecnici.ed buttarli dentro alla loro isola ecologica del cazzo!!.viva l’italia..

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  2. Cioè, Puccio esprime solidarietà tanto ai cittadini pensosi dei diritti delle genti e dei beni comuni che agli amministratori che hanno fatto finta di non vedere e non sapere e che, solo ora, sono stati costretti a prendere posizione che dell’amministrazione di Borgia che è all’origine di questa discutibile operazione. Inoltre chiede di fare chiarezza e non di bloccare la discarica e i lavori. Mi sembra il classico gioco delle tre (anzi quattro) carte sulla pelle dei cittadini. Chissà il nuovo segretario Renzi, trionfatore anche in Calabria alle primarie, cosa ne pensa.

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  3. Ed ecco la mossa del cavallo da parte della Sirim che sospende essa stessa i lavori e si dichiara disponibile al chiarimento nelle sedi idonee. E’ una strategia concordata, vero?

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  4. Allora: il comune di Borgia, sciolto per mafia poco tempo fa e dissestato finanziariamente, non ha versato alla Regione Calabria la somma di un milione e seicentomila euro per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani. Ora concede un terreno demaniale, dirimpetto a casa nostra, a dei privati perchè realizzino una discarica in cambio di duecentomila euro all’anno. L’avvelenamento delle nostre terre, acque e fiumi e dell’aria è un particolare irrilevante per questi signori. Allons enfants, stasera tutti a Borgia!

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