Letterina a Babbo Natale


Caro Babbo Natale,
quest’anno ti chiedo un grosso dono: di liberarci dalla discarica Battaglina.
E spiega tu al sindaco di San Floro, donna che certo non ama la sporcizia, che è sterile fare la differenziata a casa propria, se poi le immondizie si portano nella discarica vicina.
Carissimo Babbino, fa’ che anche il sindaco di Borgia e quello di San Floro capiscano che pure i loro figli saranno sommersi dalla merda, pardon cacca, che si sprigionerà dalla struttura che si sta costruendo.
Fa’ che i sindaci tutti del circondario sappiano dire senza adombrarsi  “appoggiamo le rivendicazioni del movimento”, combattendo tuttavia in prima fila e offrendo il loro prezioso contributo, memori del fatto che non si erano accorti di quanto avveniva nel territorio ( diciamocelo: fosse stato per loro….).
Fa’ che i sindaci umilmente ringrazino il movimento che permette loro di riscattarsi per l’errore commesso e/o permesso.
Fa’ che il sindaco di Amaroni continui ad aiutare il movimento, ma freni la sua passionalità e non ci impedisca addirittura di applaudirlo, bacchettandoci come scolaretti.
Fa’ che il vicesindaco di Cortale pensi meno a Cuba  e si renda conto che non esiste più grande rivoluzione, cioè mutamento progressista, del liberare qui ed ora i cittadini da questa minaccia che incombe sulla loro vita.
Fa’ che i grillini siano ragionevoli come la Scerbo e come Espedito Marinaro.
Fa’ che le mamme e i papà ( anche quelli cortalesi, che paiono un po’ distratti ) comprendano che quest’anno non altro debbono regalare ai bambini che il loro combattere affinché non si realizzi la famigerata discarica.
Fa’ che il Comitato No Discarica Battaglina assieme alla tanta gente che si sta ribellando trovi il punto, la maglia rotta nella rete, per far saltare tutto l’imbroglio.
Ti devo ringraziare, tuttavia, perché sono cresciuta in un periodo in cui fra girifalcesi e cortalesi c’era la separazione della cannizza ( anche se tuttora gli storici discutono su chi l’abbia messa! ). Adesso invece ci vogliamo bene e abbiamo compreso di possedere gli stessi interessi e di trovarci nella stessa scomoda barca, come i capponi di Renzo.
Fa’ che si convincano di essere un cappone di Renzo pure il sindaco di San Floro e quello di Borgia.
Grazie, inoltre, perché vedendo accanto a me, a parte i girifalcesi, persone di Catanzaro, Lamezia Terme, Amaroni, ecc.  di cui non mi interessano le appartenenze politiche ( da tempo sono in questo senso svezzata, anzi orfana! ), ma con le quali condividiamo un obiettivo relativo alla qualità della nostra esistenza, finalmente mi pare di potermi fidare e finalmente sento di appartenere a questa amara terra calabra. Tutte belle cose che non possono che essere merito tuo, Babbo Natale caro!
Ti ricordo che la mia gente se n’è sempre andata via da qui, per fame. Non permettere che adesso fuggiamo per inquinamento.
Nel caso fossimo costretti a tale nuovo esodo, mandaci una slitta enorme, come l’arca di Noè: in essa infatti farei entrare tutti, anche il sindaco di Borgia e quello di San Floro e, dopo un attimo di esitazione, pure qualche tecnico che, in quanto tecnico, capisce sempre e quindi non è innocente.
Vedi, ormai tutto viene sconvolto, persino la sapienza dei proverbi: un tempo si diceva: “Abitanti non geniali di Borgia, donne poco morigerate di Cortale: non consentire che arrivino a Girifalco”.  Ho cercato di mandarti una traduzione elegante, per non offendere le tue raffinate orecchie, Babbino adorato. Ma lo sai cos’è successo? I borgesi sono diventati furbi come volpi, i cortalesi si sono trasformati negli stupidi di turno ed in massa siamo arrivati a Girifalco! Almeno fa’ una magia: facci divenire tutti intelligenti e contrari sia alle discariche sia alle isole ecologiche che ci vogliono propinare.
Fa’, ti prego, che questa terra sia normale e che non dobbiamo essere obbligati a combattere per avere ciò che ci è dovuto in quanto persone.
Ti abbraccio e aspetto un tuo segno.

P.S. Scusa se ho imitato la Littizzetto, ma avrai certo saputo che i simboli femminili calabresi stanno tutti crollando come le statue di Lenin. E’ vero: resta il (la) sindaco di San Floro, ma lei pensa che fare antimafia sia l’invitare nel suo dolce paesello Le Iene.

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