Vinca questa bella Calabria


Due attiviste del Comitato No Battaglina

Non  conosco queste ragazze che, porta a porta, vanno a dire alla gente cosa sta succedendo in località Battaglina. Non le conosco, ma mi sono care e mi piace il ritmo dei loro passi, la pazienza, la tenacia con cui fanno informazione e discutono di un problema che riguarda ognuno di noi. Ha qualcosa di antico per me il loro percorrere il territorio: lo credevo per sempre perduto, assieme ad altri simboli del Novecento e non mi aspettavo che la reazione delle persone potesse essere in Calabria tanto corale, intelligente e democratica. E’ vero, da circa un mese ci sono tre o quattro che sono impegnati a leggere con caparbia volontà cumuli di carta per trovare e mordere l’imbroglio: si tratta di un gruppetto che sta lavorando notte e giorno sulla questione. Ma attorno esiste questo muoversi della gente nei diversi paesini: in armonia con il direttivo, diciamo così, che si è costituito. E’ come una danza che non conosce sbavature e aritmie, perché sono uomini, donne, ragazzi che hanno tutti un solo obiettivo: la salute. Questi cittadini sono riusciti a stanare le istituzioni ed è noto che un esposto alla Procura è in procinto di essere firmato dai sindaci: non è un risultato da poco. Significa che adesso c’è un pezzo della Calabria, formato da alcuni amministratori e dalla loro gente, che conduce una battaglia considerevole contro le decisioni di poteri oscuri e/o vischiosi.
La cosa in verità sta assumendo proporzioni piuttosto grosse e di rilievo. Ed è il momento che il TG3 regionale intervenga e che se ne occupi anche la stampa nazionale, penso a la Repubblica, il manifesto, il Fatto Quotidiano, l’Unità da Antonio Gramsci fondata. Penso alla Presidente Boldrini, che su veleni e zone avvelenate è attualmente impegnata. Insomma penso ai giornali e alle persone più sensibili alle tematiche dell’ambiente, della salute, della legalità. Perché si chiede ciò e perché si chiede a chiunque abbia contatti con giornalisti di livello nazionale o con le Tv regionali di darsi da fare per interessarli al problema? Non certo per avere la luce dei riflettori addosso. Figuriamoci! Sarebbe un desiderio che nascerebbe dalla perifericità nostra e invece tale vicenda sempre più mostra soggetti dignitosi che hanno comportamenti non periferici: comprendono, si confrontano con le istituzioni, si impegnano, decidono e incidono. Perché allora? Per dare forza a questa gente. Per farla vincere contro Golia, perché di Golia si tratta.
Se ciò si verificasse, se si avesse il piacere di raccontare un civico movimento calabrese che sembra arrivato dal Nord Europa tanto è moderno e maturo, stampa e televisione darebbero un grosso contributo affinché prevalgano in Calabria non il malaffare, l’illegalità e i poteri oscuri contro cui le persone come le ragazze nella foto stanno combattendo. La Calabria è terra perduta, se noi vogliamo considerarla tale, non è preordinato che debbano in essa dominare la violenza e i soprusi. Se la Calabria è terra ingovernabile di scorribanda feroce, se la Calabria è terra persa alla democrazia non è da imputare a queste ragazze che sono invece un fattore potente di democrazia e, casa per casa, conducono un’azione di partecipazione civile, come vivessero nell’Atene di Pericle: non hanno, i calabresi, un difetto genetico per cui siano destinati alla dannazione.
Nella vicenda della discarica Battaglina attualmente si confrontano da una parte un potere che ogni diritto calpesta, dall’altra una volontà popolare la cui lotta è finalmente sostenuta pure dai suoi sindaci ( naturalmente, in una regione dove prevale il colore grigio, si fa tale divisione netta per la semplice necessità di comporre un ragionamento! ). I giornali locali ne parlano ogni giorno e hanno dato un contributo essenziale nella stessa creazione di questa sensibilità, ormai diffusa, sull’argomento.
Ma la faccenda è troppo importante ed è necessario anzitutto che la partecipazione cresca ancora, specie a Cortale, dove sarebbe il caso che i dormienti partiti e le numerosissime associazioni ( ad esempio la Pro Loco, dando un senso al suo nome ) prendessero una posizione ufficiale, come è successo nei paesi vicini. Il movimento ha però anche bisogno adesso di un sostegno esterno maggiore e di un palcoscenico più vasto, rispetto alla pur preziosa stampa provinciale: coloro che hanno voluto e vogliono la discarica in barba alla salute dei cittadini devono infatti sentire soprattutto la pressione popolare sul collo, ma pure un vasto arco di forze che li contrasti, perché desistano dal proposito di avvelenarci. E’ urgente che se ne parli e che se ne parli autorevolmente: chi intende ridurre il territorio a infettante cloaca deve sapere che non è senza difese la Calabria che manifesta per non subire un attentato alla salute. Non lasciate sole queste ragazze, aiutatele a vincere. Altrimenti fate parte degli innumerevoli e vari ostacoli che sulla strada incontriamo.

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3 pensieri su “Vinca questa bella Calabria

  1. le due ragazze sono Varano Flora (a sx) e Graziano Gabriella (a dx), sono tra i promotori del comitato NO discarica Battaglina San Floro..io dico che: Questa foto rappresenta la passione e l’impegno dei Calabresi di San Floro contro i sopprusi legalizzati ..onore a voi ormai simbolo della protesta..

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  2. questo articolo è belllissimo e merita di essere segnalato per essere letto da tutti quelli che ancora credono e lottano ogni giorno per rendere la Calabria migliore. Grazie!

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