Al cinema Ariston, contro la discarica Battaglina


Il 31 dicembre, alle ore 16.00, bisogna andare in tanti al cinema di Girifalco, per essere attori, non comparse delle nostre esistenze. Devono vederci e comprendere che ci siamo: numerosi, attenti, vigili, preoccupati solo della propria salute e di quella di chi in questa terra nascerà.
Come movimento, siamo cresciuti in questi giorni e l’attuale è un momento delicato della nostra crescita, quanto quello che è costretto a vivere un adolescente, che  si ritrovi con un corpo dalle dimensioni ed esigenze maggiori e diverse, un corpo mutato che il ragazzo deve imparare a gestire e, possedendo il quale, occorre che egli si abitui a parlare e comportarsi anche differentemente rispetto a prima.
Il ruolo che noi adesso dobbiamo ricoprire è certo da protagonista, ma è corale non individuale. E c’è una grande bellezza nel far parte di un organismo e nel mischiarsi in esso. Si vince infatti assieme ed avendo presente l’obiettivo comune, nel caso specifico il riuscire a bloccare la costruzione della discarica: in tale vicenda non c’è spazio per protagonismi, che risultano anzi deleteri.
Nessuno è perciò autorizzato a prendere decisioni individualmente: mai, per esempio, è stato chiesto ai grillini di mettersi alla testa del movimento, così come non è stato domandato ai partiti di farlo. Ai partiti si chiede sostegno e di saper rappresentare la volontà popolare nelle sedi opportune, ma non di trattare con qualcuno al posto del movimento. Nessuno singolarmente possiede insomma la facoltà di decidere niente.
Come individui invece ci recheremo a Girifalco, dove assieme a tutti gli altri costituiremo una grande forza. Una forza che adesso non credo abbia la necessità di mettere presidi, ma di realizzare un incontro collettivo –  quello all’Ariston, appunto –  durante il quale si esamineranno gli importanti risultati raggiunti e si cercherà di individuare come proseguire l’azione affinché non venga fabbricata la discarica.
Una sola idea ed un solo obiettivo può avere questo movimento: in località Battaglina è lecito piantare solo fiori. Vicino l’acqua non c’è posto per altro, comunque lo si chiami.
Capiscano i politicanti, capiscano i grillini ( le cui beghe interne non ci interessano ) che l’infame faccenda è iniziata alle spalle dei cittadini adulterando le parole, nel tempo in cui le discariche furono denominate isole ecologiche. Non si riprenda adesso sotto camuffate spoglie il gioco tipicamente calabro dell’utilizzo del latinorum, per infinocchiare Renzo. Ricordino tutti che Renzo ormai ha imparato il latino di don Abbondio.
E se proprio volete udirla per intero, ognuno di noi, credeteci, sa già in che modo voterà. Siate dunque seri, conservate le ambizioni varie per altre occasioni e sforzatevi di comprendere che la questione della discarica è enormemente più importante delle evidenti e diffuse manie di protagonismo dei singoli e dei calcolucci dei politicucci.

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