Discarica Battaglina: appello alla chiesa calabrese


Vescovi calabresiIn Campania i vescovi si dicono interpreti dell’angoscia, dell’attesa e dei diritti di deboli e indifesi e nelle loro lettera-appello parlano di dramma umanitario nella Terra dei fuochi.
In Calabria il movimento contrario alla discarica Battaglina ha sinora avuto poche forze politiche accanto.  Ma questo silenzio parla e come parla! Così com’ è eloquente ciò che agita la vita politica di Borgia, così come sono eloquenti le prese di posizione del PD.  Anzi, se guardi a quello che oggi dichiara il partito democratico,  capisci perché la discarica si stia facendo. Si sta facendo perché è stata voluta.
In tale apparente deserto dei Tartari ( le ombre minacciose ci sono e come! ), può levarsi potente e autorevole la voce della chiesa calabrese? Quali interessi deve difendere se non quelli degli uomini di buona volontà, per dirla con le parole dei vescovi campani?
E’ possibile che in Calabria nessun vescovo, nessun prete di campagna, nessun seguace di papa Giovanni o di Bergoglio guardi le foto, si renda conto del disastro che si prepara e ne abbia compassione come di fronte alle piaghe di Cristo?
L’episcopato campano si dichiara discretamente accanto ai tanti che si sono fatti testimoni del meraviglioso risveglio delle coscienze e di un ammirevole senso civico.
Dov’è la chiesa calabrese?

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2 pensieri su “Discarica Battaglina: appello alla chiesa calabrese

  1. ciao Italia, sono anche io una calabrese..lontana ahimè! perchè purtroppo oggi bisogna andare dove ti porta il lavoro! Ciononostante vorrei ringraziarti per tutti i tuoi appelli e bellissimi articoli che scrivi sulla nostra terra e soprattutto sui suoi problemi! Perchè io per prima che sono lontana sono fermamente convinta che la Calabria possa cambiare..ed in meglio ed che un giorno noi tutti costretti ad emigrare possiamo tornate nella nostra amata terra!

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  2. Sarebbe utile porsi anche altre domande … per es. dov’è l’accuratezza delle informazioni? Perchè il web, da strumento di democrazia e di condivisione delle informazioni libere (e delle fonti), è diventato sempre più la jungla della disinformazione? Dove chiunque può permettersi di scrivere qualunque cosa, senza l’onere non dico della prova ma della fondatezza della fonti? Dove chiunque può permettersi di calunniare, diffamare, ingiuriare senza che nessuno si preoccupi di fare un solo passo verso la verità? Verso la possibilità di mettere a confronto le diverse verità e le diverse posizioni?
    Via … tutti trascinati dalla corrente del malanimo, della querelle demagogica e dello scontro ideologico.
    Questi sono i segni di una democrazia di cartone che si dibatte per fingere di essere ancora viva! Pecore eteroguidate che fanno finta di essere pastori! Questo, guardandomi intorno, vedo.

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