Rime e ritmi: il corpo delle donne


Giovenale vuole attaccare i greci, in quanto stranieri ed abili intellettuali, ma trova ancora occasione per aggiungere ulteriori versi contro un altro suo bersaglio preferito, le donne. E certamente non è strano che il pregiudizio nei riguardi dell’universo femminile si accompagni a quello nei confronti del diverso, dell’estraneo, del tempo presente e delle sue novità a cui si preferisce un idillico e mai esistito passato.
Il poeta sostiene che nessuno meglio di un greco sappia recitare un ruolo femminile. E guardate cosa nella satira dice, con quella sua capacità di creare potenti immagini icastiche: Proprio ti sembra che una donna parli, non un attore; tutto vuoto e piano diresti in lui dal ( piccolo ) ventre in giù, solcato solo da una stretta fessura.
Le donne saremmo dunque un vacua et plana omnia, un vuoto, una mancanza di, una sorta di piatto deserto. Noi cioè non siamo delle possidenti una vagina ( figuriamoci degli esseri dotati di anima e ragione, come invece riteneva quel matto di Euripide! ), ma un’assenza. Cosa che in fondo affermerà più tardi lo stesso Freud, quando parlerà di invidia del pene: una parte della sua moderna scienza, questa, soggetta a critiche e di certo alquanto caduca.
Le donne come un vuoto e il nostro organo sessuale, segno della nostra identità, fonte del nostro piacere e origine del mondo com’è mostrato da Courbet, una rima, una fenditura, una tacca. Stando così le cose, non ci resterebbe in verità che invidiare il pene!
Ahinoi! Sulle donne anche i più grandi ingegni hanno partorito e partoriscono fesserie, commettendo dei…lapsus freudiani, è il caso di dire: sono errori sintomatici, perché il grado di civiltà e di mentalità progressista si misura sempre soprattutto sull’atteggiamento che si ha verso le donne, che si recalcitra sempre a considerare persone.
Per esempio, soltanto quando Bergoglio proclamerà  che pure le donne hanno il diritto di accedere al sacerdozio forse si potrà cominciare a pensare che egli sia un papa innovatore: suvvìa,  nel cristianesimo delle origini ( a cui ogni tanto sarebbe bene guardare! ) esistevano delle schiave quae ministrae dicebantur, come testimonia Plinio il Giovane.
Quanto al corpo delle donne, a Cortale si tramanda un grazioso aneddoto. Si racconta che una signora fosse interrogata dai carabinieri dopo la partecipazione ad uno sciopero: ” Lei è stata ferita nel tumulto?”, “Gnornò, nu pocu cchiù supa”. La parola tumulto indica bene una percezione di sé che le donne molto spesso hanno, una percezione parecchio lontana dall’algido ed asettico passera, uno dei numerosi termini con cui si è invece immiserita e domata la potenza della sessualità femminile.
E per ciò che concerne l’immaginario maschile su di noi, meglio quanto detto sulla rima da Manganelli, il quale scrivendo alla sua donna ha espressioni piene di passione ed erotismo! Quanto sto bene stretto a te, con te, su di te, dentro di te: guaina, fodero, rilegatura, discesa, labirinto, adito.

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2 pensieri su “Rime e ritmi: il corpo delle donne

  1. Alla categoria dei femministi convinti ero ascritto anche quando le movimentiste esacerbate degli anni ’70 e ’80 urlavano a tutti in faccia i loro motti salaci ed irripetibili.
    Ma ricordo che quando qualche attiva emminista chiedeva seccata perche’ si dicesse sempre “gli uomini fanno.., gli uomini dicono…, gli uomini pensano…, etc. etc.”, i Soloni di turno rispondevano che era un modo comune di dire, nel senso che gli uomini abbracciano anche le donne.
    Nella convinzione che le donne abbracciano anche gli uomini (nel modo che ognuno si puo’ anche scherzosamente immaginare), si puo’ citare che M.me de Stael affermava che “una donna che non ha paura degli uomini fa loro paura”, ma qualche tempo prima Aristofane gia’ ci aveva avvisato, a modo suo, : “queste donne impossibili: non si puo’ vivere ne’ con loro ne’ senza di loro”.
    Benche’ le notizie che giungono ogni giorno sulla condizione femminile nel mondo (vedi India e societa’ islamica in genere) fanno il paio con quanto diceva Catone circa 2250 anni fa “se sorprendi tua moglie in adulterio, la ucciderai senza processo, impunemente; se sarai tu a tradirla, lei non ti tocchera’ nemmeno con un dito”, oggi piu’ che mai e comunque sempre, e’ proprio il caso di stare in buona compagnia di E .Pankhurst quando dice che “se la civilta’ consiste nell’avanzare con decisione verso il futuro, cio’ deve aver luogo con l’aiuto delle donne, delle donne liberate dai loro impacci politici, delle donne con piena possibilita’ di agire nella societa’ ” .
    Francesco Occhiuto

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  2. Potrei, volendo, essere cattiva e commentare :”sono solo uomini, che vuoi che capiscano?”, ma non sarebbe giusto per due semplici motivi
    1- è una mentalità non solo e non unicamente maschile
    2- non tutti gli uomini hanno questo stupido modo di vedere le cose.
    Resta comunque il fatto che se vogliamo che “i signori uomini” cambino modo di pensare dobbiamo prima di tutto essere noi a vederci per quel che siamo: parte del genere umano esattamente come la nostra controparte maschile.

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