I pugni di Cristo


Mentre guidavo, avevo davanti a me un autocarro: teneva sugli sportelli del retro due imponenti gigantografie, a sinistra il viso di Cristo a destra un santo. Ed io, guardandole, pensavo che da noi spesso le figure del divino sono legate a situazioni di illegalità. Basti riflettere sulle Madonne, che per un sinistro miracolo calabrese si inchinano di fronte agli ‘ndranghetisti.
Sebbene dunque consapevole che l’ostentazione del sacro sia sovente legittimazione sociale della violenza, ugualmente ho avuto un sobbalzo di meraviglia quando ho letto la scritta che il camion esibiva sotto l’immagine di Cristo: era troppo anche per me, che non mi aspetto niente dalle sedicenti anime religiose.
Ecco l’epigramma:
Se mi provochi ti ignoro
Se mi sfidi ti distruggo

Le parole e la loro disposizione metrica mi sono affrettata ad annotarle su un foglio appena arrivata sul luogo di lavoro, quanto alle immagini sarebbe stato uno scoop avere una foto, ma quando guido non adopero neppure il telefonino, figuriamoci se mi metto a fare la fotografa!
Il proprietario del camion gira dunque con quel bel messaggio che è dire poco se lo si definisce intimidatorio. Evidentemente si sente, o è, padrone e patrono del territorio.
Ma quante statue di padre Pio non troneggiano proprio nei nostri supermercati in odor di mafia? E non ha nelle sue vie grandi sculture di santi Borgia, paese qualche volta sciolto per mafia? E mancano forse nei luridi covi degli ‘ndranghestisti i quadri di santi e sante? E in numerosi studi medici, dove non è di casa la professionalità, non campeggiano invece in superba mostra raffigurazioni sacre? E i sindaci calabresi – anche quelli indagati – non seguono compunti le pie processioni, sicuri che ciò assicurerà loro il consenso popolare?
I nostri spazi privati e ( ahinoi! ) pubblici sono dunque santificati, eppure noi non conosciamo il valore della giustizia. Quanto alla laicità, essa non ci è nota, anzi è guardata con sospetto.
Stia attento perciò Bergoglio quando parla di pugni: in alcune terre violente nelle intime fibra,  è ancora adesso meglio non giocare con le parole di Cristo e continuare a predicare, fino alla noia, porgi anche l’altra guancia. Non si smetta di dare importanza di comandamento alla mitezza e alla legalità.
E tolga, il papa, il diritto di usare l’immagine di Cristo per fini violenti e fuori dalle leggi: riprenda quel marchio sacro e lo protegga.

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4 pensieri su “I pugni di Cristo

  1. fumisterie, il papa e tutta la coreografia servono solo per distogliere lo sguardo ed il pensiero dalla fuffa su cui si basa la grande truffa.
    .che cia sia cristo nel camion ha lo stesso significato della foto di una donna nuda,
    il messaggio violento potrebbe essere puramente intimidatorio,
    per i poveri di un tempo la religione serviva a tenerli buoni su questa terra promettendo un futuro divino.
    mi sorprende che ancora oggi ci sia qualcuno che ci creda. o faccia finta di crederci o si sia convinto da solo.
    va a sapere….
    ciao, buona primavera a cortale e ai cortalesi

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  2. Sono ovviamente d’accordo con te, cara Italia, ma vorrei dire:
    non necessariamente una anima religiosa, sedicente o effettiva, nasconde un praticante o aspirante mafioso. Mostrare i muscoli potrebbe essere anche Lo stesso eccesso di zelo che si incontra nelle opposte tifoserie delle squadre di calcio e nei militanti di partiti autoreferenziali che non ammettono critiche ed opinioni diverse da quelle dei loro capi pro tempore.
    Sentirsi onnipotenti non e’ purtroppo caratteristica dei soli fideisti religiosi, ma anche di una moltitudine di uomini, e sono tanti, che religiosi non sono e che pero’ non praticano nemmeno la virtu’ della tolleranza e del rispetto dei diversi da se’.
    In effetti il marchio delle immagini sante e’ abusato da molti violenti, ma gli input iniziali provengono da chi dovrebbe dare esempi altri, di moderazione, di equilibrio, di terzieta’, di pratica di democrazia, di lealta’ verso le istituzioni, di onesta’ nella gestione della cosa pubblica.
    Volgiamo gli strali contro di loro, come novelli Savonarola e Giordano Bruno, ma anche come Ghandi, Luther King, Mandela, senza pero’ farci arrostire e cercando di soccombere il piu’ tardi possibile.
    Altro che potenti dovrebbero sentirsi, cara Italia, quei tipi di camionisti: sono essi stessi poveri Cristi, che si sono gia’ condannati da soli ad una cattiva cultura gia’ imperante, che non e’ ne’ santa, ne’ laica e meno che meno santificata dai vari potenti di turno.
    Credo proprio che ha da venire ancora sia Baffone che il Messia!
    Non bastano le varie beatificazioni a far diventare Santi, ne’ le nomine e designazioni varie a creare i Leader dei nostri giorni!
    Ai posteri l’ardua sentenza!
    Francesco Occhiuto

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  3. Cara Italia, sono d’accordo con te sul fatto che spesso immagini sacre siano usate come vessillo da chi pratica illegalità e non solo. Purtroppo in passato anche la Chiesa ha usato i propri simboli per colpire streghe nel Medioevo ed eretici in ogni epoca; il tribunale della Santa Inquisizione ha lavorato a pieno ritmo per soffocare cultura e progresso. Per ciò che riguarda Bergoglio, devo dire che non mi unisco agli estatici apprezzamenti che molti gli tributano, ma credo che il pugno di cui ha parlato sia la ciliegina sulla torta! Io, tra l’altro, non mangio dolci!
    Con stima, Vicki

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  4. Resistere, resistere, resistere sempre….ieri come oggi….per essere liberi dal nazifasscimo di 70 anni fa e dal renzismo (il fascismo mascherato e strisciante dei giorni nostri)..
    Oggi anniversario del 25 aprile,
    una Liberazione da non dimenticare,
    mai !

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