Sogni di docenti


E’ stato veramente strano, stamani, entrare nella sala dei professori e udire due colleghe raccontare i sogni della notte appena trascorsa.
Una: “C’era una fila lunghissima di alunni in attesa e dovevano tutti interrogare me, non io i ragazzi”.
L’altra: “Mi trovavo in un posto strettissimo che fungeva da aula ed esso si restringeva attorno a me sempre di più”.
Ho sorriso stamane di fronte alle mie colleghe sentendole vicine forse dopo tanto tempo, in questo periodo molto oscuro per la scuola nella quale sembrano saltare tutte le regole democratiche e ognuno pare poter divenire nemico dell’altro.
Ero anch’io reduce da una notte angosciata e dissi loro quello che avevo sognato: “Dovevo andare a Roma, all’università, per sostenere l’esame di laurea e non riuscivo a prendere il treno”.
Ecco cos’è la scuola ( pubblica ): un luogo privo di norme generali e condivise, dove i lavoratori si sentono sotto pressione e prossimi alla schiavitù.
Quale progetto formativo e culturale può realizzarsi in tale situazione di sofferenza così vicina all’alienazione?

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5 pensieri su “Sogni di docenti

  1. Il disegno infame e’ l’epurazione delle teste pensanti che sono nella scuola, per fortuna tante, e la creazione forse di un nuovo Minculpop a fianco del MIUR.
    Ma non passera’.
    Si alla partecipazione, no all’astensionismo!
    Ad meliora semper!

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  2. gentile signora Italia, so di essere OT ma volevo sapere se i calabresi sono a conoscenza di un loro triste primato.quello di aver avuto il primo campo di concentramento in Italia e l’ultimo ad essere chiuso.
    io non sapevo nulla di Ferramonti , l’ho scoperto oggi navigando su Yad Vashem.
    si sa qualcosa? si raccontano storie? viene gente nel giorno della memoria? scrivo a lei perchè vorrei conoscere pareri della gente comune di allora e lei è una memoria storica.

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  3. Gentile Italia,
    (una informazione per Rosa)
    ho visitato Ferramonti in tempi non recenti, quando il campo praticamente sconosciuto ai più, ricordo che era quasi abbandonato a sé stesso.
    Insieme al mio accompagnatore rimasi fortemente scosso dall’emozione.
    A scriverne, prima sommessamente e poi in modo più aperto e divulgativo, è stato l’ ICSAIC con sede a Cosenza, da cui partire per ulteriori approfondimenti,
    Se ritieni utile o necessario un mio coinvolgimento, fai riferimento alla mia mail.

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  4. Il disegno infame sulla scuola purtroppo sembra che stia progredendo nel senso non desiderato, la destra plaude ad una riforma portata avanti, da una suicida pseudo-sinistra, a colpi di fiducia, irrazionalmente, illogicamente e – cosa ancora più insopportabile – non democraticamente.
    Il parlamento italiano è stato esautorato con un atto di imperio.
    Nelle sacre aule della democrazia i portavoce delle buone e diverse ragioni sono stati sopraffatti dagli sgherri del grande “testa di c….” che dirige sia un partito sia il governo (e le analogie non sono casuali, dando ragione a chi afferma che spesso la storia non insegna proprio un bel niente agli immemori), pertanto il furore insensato di costui imperversa più che mai e fa aleggiare il fetido fantasma di quell’uomo che finì come finì a Piazzale Loreto. Tale è obbrobriosa fine dovremmo auspicare e, stavolta a furor di popolo, preparare a questo incauto e novello “Ominicchio della Sprovvidenza”.
    Or dunque, uomini d’Italia, svegliamoci, il caporalato deve terminare!
    Cittadini elettori, uomini e donne, giovani e vecchi, se credete nella libertà prima ancora che nella democrazia, se aspirate al vostro benessere morale e materiale, piuttosto che cadere nella disgrazia ed essere governati da un uomo così truce e miserrimo, cercate già ora e preparatevi per il momento della scelta, il momento del voto. E partecipate tutti, senza alcuna astensione, senza sconti per nessuno, senza compromesso alcuno. Dimenticate le promesse di prebende e di favori e coltivate con fede la speranza di avere diritti e di compiere doveri.
    Memento, homines!

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