Zeus accompagna i venerandi supplici


Così in Omero:
“Alcinoo, non è per te cosa bella e non ti s’addice
che l’ospite in terra sieda sul focolare, in mezzo alla cenere;
e gli altri stanno immobili la tua parola aspettando.
Su via, lo straniero su un trono a borchie d’argento
fa’ sedere, levandolo di terra e comanda agli araldi
di mescere il vino, onde a  Zeus folgoratore
libiamo ancora, il quale accompagna i supplici venerandi;
la dispensiera poi, di quel  che in serbo tiene,  dia all’ospite per cena.”
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5 pensieri su “Zeus accompagna i venerandi supplici

  1. E’ proprio vero: l’ospitalità non è più sacra. Non lo è soprattutto in questi tempi in cui abbiamo paura del diverso, del povero disperato che bussa alle nostre porte. E’ grave che i governi d’Europa che dovrebbero gestire le situazioni e rassicurare i cittadini timorosi pensino di alzare muri, chiudere frontiere, annullare trattati. Perfino la signora Merkel che era stata accogliente con i siriani(!), ed era stata quasi santificata, oggi chiude le porte.
    Secondo me, non servono muri, servirebbero uomini coraggiosi capaci di guardare lontano, di prevedere un futuro possibile in una situazione nuova. Non è forse questo che deve fare la politica?
    P.S. Omero, chiunque fosse, aveva capito molte cose che noi non riusciamo a comprendere.

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  2. Cara Vicki, sono d’accordo con te, specialmente quando dici che servono politici lungimiranti e coraggiosi che affrontino situazioni difficili e di evidente portata storica (epocale), ma aggiungo quello che segue:
    Se la xenia, senso dell’ospitalità, consiste in una serie di spontanei e benevoli rapporti che si stabiliscono tra l’ospite e l’ospitante e che sono regolati da usi non scritti, essi sono però da osservare reciprocamente da entrambe le parti.
    Anche l’ospite ha precise indicazioni da adempiere nei riguardi dell’ospitante, come il rispetto delle leggi locali, la dimostrazione di gentilezza e di non invadenza, il dovere di ricambiare – a sua volta appena se ne presenta l’occasione – la xenia ricevuta, nonché di accogliere qualunque altro straniero si presenti alla sua porta, così come è stato fatto nei suoi riguardi.
    E’ sempre, o quasi sempre; così? Non è mai, o quasi mai, così?
    Nella nostra memoria dovrebbero essere sempre presenti sì le Crociate, ma anche le sanguinarie invasioni dell’Impero Ottomano e le periodiche scorribande (ed è un eufemismo) sulle nostre coste (“Mamma, li Turchi!”): altrimenti corriamo il rischio molto reale di perdere la nostra identità e di passare alla storia come dei “buonisti” autolesionisti.
    Francesco Occhiuto

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  3. Caro Francesco, sono d’accordo che l’ospite debba rispettare le leggi del paese ospitante ma nel momento in cui sta per rischiare la vita penso che non si possa ragionare troppo. Non ricordo chi scrisse che se un uomo sta per annegare chi è sulla riva non sta a insegnargli come si nuota, si tuffa e lo salva. Così credo sia oggi. E’ il momento di aiutare, seguirà il momento delle regole. Neanche io voglio perdere la mia identità e credo che questo non sia un rischio che corriamo. Non siamo di fronte ad una invasione di eserciti che vogliono sottometterci, siamo di fronte a persone che chiedono una vita migliore. Tra l’altro, i più vogliono andare nel Nord Europa,… questo mi dà da pensare!
    Con simpatia,Vicki

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