Il mio no al referendum: non di destra, ma dell’accozzaglia di sinistra


Voterò no al referendum non insieme a Salvini, Grillo, ecc., ma insieme ai tanti di sinistra ( diciamo così, per comodità di esposizione ) che sanno che il mondo è cambiato, e con esso numerose categorie del Novecento, ma continuano a credere in alcuni valori fondamentali quali la giustizia, la partecipazione, la solidarietà, persino la derisa onestà.
Il mio primo voto è stato su un referendum, quello sul divorzio, e orgogliosa me ne andavo in giro con un bel no appiccicato alla borsetta. Con lo stesso spirito e con lo spirito con cui sempre ho votato a sinistra ( nonostante tutto ), domenica sceglierò il no ancora una volta.
Dirò no, perché non voglio che diminuiscano – ulteriormente! – gli spazi di democrazia: secondo tale discriminante ho valutato e rifiutato la proposta di riforma costituzionale.
So bene, come i miei tanti compagni di viaggio dello schieramento del no, che la storia segue altri e nuovi ritmi, in parecchi casi migliori: la morte di Castro in questi giorni è come se avesse chiuso il secolo scorso, si è giustamente affermato.
Ma la mia storia, quella che io non smetto di auspicare, pur guardando al progresso è sempre dalla stessa pars: quella che permette all’uomo di realizzarsi nel suo lato in fiore. In questo senso, non condivido l’articolo di Saviano su Castro, anzi lo ritengo il suo intervento peggiore: superficiale e rozzo.
Oggi io sono dalla pars degli emigranti, dei diritti civili, della libertà di genere. Sono contraria ad ogni forma di violenza e costrizione: proveniente dai propri compagni di vita, datori di lavoro, dai governanti.
Ecco perché voterò no.
Se poi dal no verranno un invito a diminuire la boria governativa ed una lezione di umiltà per Renzi, Giannini, Boschi, ecc., non lo riterrò un male.

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2 pensieri su “Il mio no al referendum: non di destra, ma dell’accozzaglia di sinistra

  1. Per Renzi ed i suoi accoliti (Giannini, Boschi, Alfano, Verdini, cretini, autolesionisti, etc.), loro sì accozzaglia della peggiore specie, non serve una sezione di umiltà, sono autoimmuni, non recepiranno mai.
    Per loro, a nostro beneficio, è necessario solo lo smacco totale, la cacciata dalle leve del potere a calci nel sedere, convinti come loro sono di essere inamovibili perché razza padrona (e di che? e di chi, soprattutto?).
    E tanto avviene solo perché costoro hanno il consenso e l’appoggio savoiardo (leggi Napolitano, Fiat e dintorni) e quello europeo ad egemonia tedesca (leggi Schauble, Merkel, Junker ed altri, vedi effetti Brexit, Five-stars e quant’altro).
    Sarebbero dunque passate invano le tante e dolorose lotte di democrazia e libertà del popolo italiano ?
    Io credo di no.
    E per questo anch’io voto NO, dunque mi riconosco nell’accozzaglia dei vari partiti in cui esistono ancora liberi pensatori non omologabili da nessun regime.
    Amico anonimo

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