Sull’impotenza


Tradurre Tacito è come attraversare i territori e i confini ignoti di una lingua: perdi le certezze che avevi, in primo luogo sei costretto ad abbandonare le sicurezze sintattiche e a seguire un drammatico ed irregolare periodare, che è espressione di un pensiero irrequieto e di un giudizio pessimistico sulla storia. Marchesi parla a tale proposito di una guerra che Tacito  conduce contro la regolarità della grammatica

Tutto questo richiede fatica e umiltà nel leggere, ma lo sforzo non è inutile e ti fa giungere, percorrendo sentieri nuovi e impervi, a visioni di luoghi mai raggiunti prima.
E così, incantato, ti trovi inaspettatamente di fronte un traditur etiam matris impotentia extrusum, si dice anche che egli fosse stato allontanato dalla prepotenza della madre.

Lo scrittore sta ragionando su Tiberio e sul suo ritiro a Capri e per dire il potere delle donne a corte, in questo caso di Livia, utilizza il termine impotentia, che significa debolezza, incapacità di dominarsi, ma anche prepotenza, arbitrio.

L’im-potenza che diventa ( oppure è ) pre-potenza. La psicologia non illumina e non mostra più verità della lingua.
Quanti impotenti-prepotenti non popolano la storia e la cronaca?

 

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