Battaglina: perché non manifesterò il 24.

Ormai si è arrivati alla fine della vicenda della Battaglina: bisogna ancora stare attenti che gli iter burocratici seguano una linea regolare, ma è evidente che da qualche mese si è di fronte ad un’ aria di smobilitazione ed anche ad alcuni mugugni di troppo, che non sono più quelli fisiologici di un grande movimento, ma differenze nette di pensiero e, per molti aspetti, delle vere e proprie divergenze.
E’ stato in realtà raggiunto l’obiettivo che ci aveva tenuti assieme, noi tanti e così diversi dal punto di vista ideologico e con esperienze esistenziali varie. Ognuno se n’è già andato o se ne andrà probabilmente per la sua strada, riprendendo le proprie abitudini, dopo un periodo convulso in cui parecchi abbiamo pensato solo al problema della discarica e di esso molto, ed in ruoli distinti, ci siamo occupati. Da tempo lo stesso presidio ha perso ragione d’essere e le finalità che gli “irriducibili” perseguono non sono più solo riconducibili alla questione della Battaglina.
Cosa resta dunque di quell’esperienza unitaria?
Resta la vittoria, che –  non dimentichiamolo – non era scontata.
Resta che la vittoria l’abbiamo ottenuta in tanti.
Resta che tante persone, così eterogenee dal punto di vista politico ( io non ho mai fraternizzato con tanta gente di destra come in quell’occasione! ), ci siamo unite per uno stesso scopo, quello della salute. Resta il fatto che la vittoria sia stata riportata in Calabria.
Resta il fatto che quest’avventura comunque ci ha cambiati, perché ci ha dato fiducia, speranza ed un metodo di lotta.
Ognuno è già dunque ritornato o ritornerà alla propria vita ed ai propri ruoli, alle proprie occupazioni, mentre alcuni si dedicheranno ad altre battaglie ideali e sociali.
Ma resta, e nessuno ce la potrà togliere mai, quella sera di gennaio a Borgia, quando il cuore ad ognuno di noi si è allargato e la gioia ci ha invaso nello scoprirci così numerosi e così uniti: ci siamo sentiti forti, ripagati degli anni di delusioni politiche, e calabresi fuori dagli schemi convenzionali. Diversamente calabresi.
Di tale ricordo e di tale felicità dobbiamo ringraziarci a vicenda, nel lasciarci.
Ma quando ci si separa sono inutili le parole.
Ciò che resta è dono dei poeti, diceva Hölderlin.
Tuttavia, il nostro potrebbe essere soltanto un arrivederci: arrivederci al prossimo problema di valenza generale, per il quale forse combatteremo ancora assieme.
Quelli che invece si vogliono affrontare con la manifestazione del 24 non sono temi e fatti generali: dietro l’attuale lotta, a parole contro la discarica Battaglina, ci sono delicate problematiche locali ( riguardanti in particolare Borgia), aspirazioni per le prossime elezioni amministrative ( ad esempio, a San Floro), disegni politici, specialmente del M5S. Tutte cose legittime, ma che non sono nel cuore e nell’interesse di tutti: ecco perché non manifesterò il 24.
Non si combatte più esclusivamente contro la costruzione della megastruttura presso la Battaglina, per la salute di tutti, per opporsi ad un disastro che coinvolge la nostra zona nel suo insieme.
E si agita lo spauracchio di un pericolo inesistente, quando si sostiene che il 7 maggio l’ecomostro sarà riaperto.

Discarica Battaglina: molto si è fatto e molto si muove…

Il procuratore Villani ha inviato diversi avvisi di garanzia per la vicenda della Battaglina.
E adesso la danza del Noi non c’eravamo…, del Siamo tutti contro la discarica … comincia a dover cessare e si chiarisce chi ha voluto il disastro e chi no.
Tanti sono ormai i risultati concreti conseguiti. E la lotta contro l’opera, in primo luogo condotta – giova ribadirlo –  dai cittadini, è stata un segnale di mutamento per la Calabria.
Adesso si può credere che non è vero che in questa terra qualsiasi imbroglione abbia la meglio e vinca.

Non sia una vittoria di Pirro

Pare che la lotta per evitare la costruzione di una discarica in località Battaglina si sia felicemente conclusa. E che quanti hanno dato il loro contributo per conseguire questo risultato possano tirare un respiro di sollievo.
Certo, il primo pensiero che viene è che tale problema si sia risolto perché a sollevarlo sono stati alcuni cittadini che nel territorio della Battaglina non avevano e non difendevano nessun interesse personale e perché da più parti sono arrivati apporti preziosi, non ultimi quelli istituzionali dei sindaci. Di ciò bisogna menar vanto.
Ma cos’è allora questo gusto amarognolo che resta in bocca?
Il sapere che si è impedito un disastro in una regione in cui, in tema di spazzatura,  si continua ad operare con una politica dissennata.
Se in questi giorni camminiamo per le strade, vediamo ovunque l’immondizia che si accumula pericolosamente e ognuno di noi è consapevole di avere evitato il miasma della Battaglina, ma di avere vicino quello di Pianopoli.
Cioè: l’amarognolo in bocca è il sapere che si è ottenuta una vittoria in un deserto. E che i nemici della salute e della legalità sono tutti ancora attorno.
Forse il movimento, che per la vicenda della Battaglina si è creato, dovrebbe smettere di avere come obiettivo soprattutto le questioni o, peggio, le beghe locali ( le quali non sono un bene generale ed una preoccupazione di tutti ) e pensare più alto. Chi, tra gli avversari della discarica, ha già manifestato voglia di interessarsi della politica dei rifiuti, ed a tale proposito ha idee, lo faccia.
Per riuscire vittoriosi, bisogna non esserlo in una terra desolata in cui altri vengono sconfitti.

Le scarpette dei sindaci

Attorno alla vicenda della discarica Battaglina s’è creato un movimento degno di attenzione e studio. Qualcuno comincia già a dire che esso possa costituire un paradigma nuovo e positivo di Calabria, perché è vincente, solidale e pacifico, persino allegro. Tale Calabria si è vista nell’intelligenza di chi tra i cittadini si è accorto che si stava costruendo una discarica vicino alle falde acquifere, si è vista il 9 gennaio a Borgia quando persone provenienti da tutta la Calabria, non appartenenti agli stessi partiti o formazioni, si sono trovate assieme ed erano una folla per niente anonima, per niente retrograda. Si stava bene in quella folla: finalmente in accordo con la propria terra e in armonia con la propria gente. Questa Calabria, che forse diverrà paradigma della possibilità che noi tutti abbiamo di non essere soggetti passivi ma di intervenire nella costruzione della nostra vita, si è vista inoltre nell’abilità con cui il comitato ha saputo stringere alleanze, nel come sia riuscito anche a parlare ai sindaci – non certo privi di colpe – e portarli dalla sua parte. Il comitato è stato capace di stringere contatti con la stampa, compresa quella nazionale, e si è mostrato in grado di confrontarsi con l’ente regionale o con rappresentanti dell’ordine pubblico.
Questa Calabria, moderna e piena di dignità, la si vede pure attualmente al presidio che si sta tenendo in località Battaglina. Da giorni ci sono persone generose  Continua a leggere

Discarica Battaglina: appello alla chiesa calabrese

Vescovi calabresiIn Campania i vescovi si dicono interpreti dell’angoscia, dell’attesa e dei diritti di deboli e indifesi e nelle loro lettera-appello parlano di dramma umanitario nella Terra dei fuochi.
In Calabria il movimento contrario alla discarica Battaglina ha sinora avuto poche forze politiche accanto.  Ma questo silenzio parla e come parla! Così com’ è eloquente ciò che agita la vita politica di Borgia, così come sono eloquenti le prese di posizione del PD.  Anzi, se guardi a quello che oggi dichiara il partito democratico,  capisci perché la discarica si stia facendo. Si sta facendo perché è stata voluta.
In tale apparente deserto dei Tartari ( le ombre minacciose ci sono e come! ), può levarsi potente e autorevole la voce della chiesa calabrese? Quali interessi deve difendere se non quelli degli uomini di buona volontà, per dirla con le parole dei vescovi campani?
E’ possibile che in Calabria nessun vescovo, nessun prete di campagna, nessun seguace di papa Giovanni o di Bergoglio guardi le foto, si renda conto del disastro che si prepara e ne abbia compassione come di fronte alle piaghe di Cristo?
L’episcopato campano si dichiara discretamente accanto ai tanti che si sono fatti testimoni del meraviglioso risveglio delle coscienze e di un ammirevole senso civico.
Dov’è la chiesa calabrese?