Relazione del Meetup Movimento Cinque Stelle Catanzaro sulla discarica della Battaglina

Nicastro, estate del 1954

Donne lungo Corso Numistrano

Italia di Bonincontro

Lo scrittore e giornalista Antonio Baldini, nel suo diario di viaggio Italia di Bonincontro, osserva e descrive all’inizio degli anni Trenta del secolo scorso Catanzaro, Caraffa, Cortale, Maida ed i villaggi della bonifica di San Pietro a Maida Scalo e Sant’Eufemia Biforcazione.

CATANZARO

Prima di salire in città ho dato un’occhiata alla Gui­da. Ottimamente: (…. tela già attribuita a Mattia Preti… tela già attribuita a Palma il Vecchio… oggetti del neo­litico, dell’età del bronzo, della prima età della pietra) tutte cose che si può fare a meno benissimo di vedere. Niente in fondo riposa il turista come l’idea che una volta tanto non ci sia alcun bisogno di rinserrarsi in un museo o di andare (se chiuso, rivolgersi alla vicina tipografia) alla caccia d’un sagrestano latitante. Andrò dunque a mio piacere su e giù per la città, guarderò le vetrine, mi fermerò nei caffè, acchiapperò a volo i di­scorsi che corrono, guarderò le ragazze che passano, e, se la pioggia non mi blocca nell’albergo, dentro le quarantott’ore mi sentirò anch’io un tantino catanza­rese (1931).

Lavoratoroni del Nord, un poco d’indulgenza! Ho trovato precisamente quello che cercavo: una città che ha un po’ dì tempo da perdere. Il corso di Catanzaro è ben palazzato, lastricato e marciapiedato, ha bei ne­gozi e le meglio guardie di città, voglio dire le meglio messe, di tutta la Calabria: un corso con una sua aria specialissima sempre un po’ festiva e chiacchierina, o chiacchierona, di mezza vacanza, quasiché un po’ di do­menica fosse grattugiata in tutti gli altri giorni della settimana. Se a Catanzaro gli levi il suo Corso, tu gli levi l’anima, gli levi tutto; ma se glielo lasci, anche l’abi­tante d’una grande città finirà col trovarcisi a proprio agio. Niente è in lui di meschino, e la folla vi si rime­scola senza urtoni (il tranvai passa quando se ne ricorda), senza quella fretta, voglio intendere, stupida e pretensionosa di certe mezze capitali dove si muore lo stesso e si stenta la vita più ancora che non in queste città francamente provinciali, fretta che mette l’apprensione di far tardi anche alle persone meglio padrone del proprio tempo. Qui insomma ho l’impressione assai gra­dita che tutta la città m’aiuti a sciupare il mio tempo. Continua a leggere

eBook

In occasione dei due anni del blog, ho deciso di creare un ebook con i post che meglio mi sembra delineino il suo percorso ed il suo carattere.

Leggimi!

In viaggio negli anni Venti del Novecento, quando Cortale aveva una pinacoteca

Dalla Guida d’Italia del Touring Club Italiano del 1928 di L. V. Bertarelli: in viaggio attraverso Borgia, Girifalco, Cortale, Iacurso, Maida, S. Pietro a Maida, Curinga.

Da Catanzaro Marina a Girifalco e alla Stazione Curinga.

 Carrozzabile km. 53.9. In salita fino a Borgia, poi quasi in piano a Girifalco, quindi continuo alternarsi di forti salite e discese per profondi valloni fino a S. Pietro a Máida, donde quasi in piano a Curinga; di qui in discesa forte alla Nazionale per Réggio. È la traversata più ricca d’interesse dell’Istmo di Catanzaro, per varietà di paesaggio ricchissimo di vegetazione e per grandiosità di panorama. Si toccano grossi centri, notevoli per costumi e prodotti. – Servizio automobilistico fino a Curinga, l corsa al giorno, in 4 ore, L. 17. 

 Da Catanzaro Marina alle case di Roccelletta, pagina 612. La strada si dirige a NO, lascia sulla sinistra la Roccelletta del Vescovo di Squillace, pagina 542, che spicca in mezzo al bell’uliveto, poi va, quasi in rettifilo, sul margine della pianura alluvionale detta « I Campi di Annibale ». A sinistra la strada fiancheggia uliveti, poi un vasto agrumeto, quindi entra nella valle della fiumarella di Borgia, influente del Corace. Uliveti e querce, con qualche frutteto e orto in fondo valle, pascoli naturali e coltura estensiva di grano sui fianchi biancastri delle colline scoscese che formano la valle. Questa si viene allargando e facendosi più selvaggia; predominano i lentischi, le ginestre, lo spino giallo profumatissimo. Si traversa due volte la Fiumarella. La strada ripassa più volte dall’una all’altra sponda, in un continuo variare di viste graziose sui valloncelli laterali, folti di cespugli e di alberi. Km. 11, m. 210, bivio a destra per S. Floro (m. 260, abitanti 1181, complessivamente 1298, a km. 1.5). Si passa per l’ultima volta la Fiumarella e si sale vivamente; attraversata una stretta incassatura dall’aspetto selvaggio, si esce al limite dell’altipiano di Borgia. Si rasenta a sinistra Borgia m. 332, ab. 4110, complessivamente 5180 (Albergo Risorgimento, 4 camere; Duca degli Abruzzi, 3 camere; servizio automobilistico per Catanzaro, vedi sopra), fra orti, vigne, frutteti, gelsi. Continua a leggere